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#spalmaincentivi – Disposizione volontaria??? Gravissime le penalizzazioni per chi non aderisce

    assoRinnovabili ha depositato in questi giorni il ricorso contro l’ormai famigerata norma Spalma Incentivi per il fotovoltaico, forte dell’adesione all’azione legale di oltre 800 operatori. Numero destinato a crescere a oltre 1.100 se si considerano anche le aziende rappresentate da Confagricoltura, insieme alla quale assoRinnovabili ha promosso il procedimento davanti al TARTAR
    Residuo pesante derivante dalle operazioni di raffineria, particolarmente ricco di zolfo e molto viscoso.
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    >>> Lo “spalmaincentivi” e i possibili rimedi

    Ma lo Spalma Incentivi non è solo fotovoltaico. Ora ad essere in pericolo sono anche le aziende green non fotovoltaiche che beneficiano di incentivi sotto forma di certificati verdicertificati verdi
    I certificati verdi, introdotti con il cosiddetto decreto Bersani sulla liberalizzazione del settore elettrico, costituiscono una forma di incentivazione dell’energia prodotta con fonti rinnovabili. Essi vengono assegnati agli impianti rinnovabili entrati in funzione dopo il 1° aprile 1999 che producono energia elettrica, ad esclusione della fonte solare. Dal 2002, produttori e importatori di energia elettrica prodotta da fonti non rinnovabili hanno l’obbligo di immettere ogni anno in rete una certa quota di energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili. L’obbligo può essere soddisfatto anche attraverso l’acquisto di CV da altri soggetti. La quota imposta (cioè la percentuale di energia da rinnovabili rispetto a quella prodotta con fonti tradizionali) è decretata per legge.
    , tariffe onnicomprensive o tariffe premio il cui periodo incentivante termini dopo il 31 dicembre 2014.

    A tutti questi produttori si chiede di aderire ad un sistema definito ironicamente “volontario” che prevede il mantenimento dell’attuale incentivo rimodulato, però, su un periodo più lungo (di 7 anni).

    Il non aderire alla “spalmatura” comporta l’impossibilità per 10 anni, a partire dal termine del periodo di incentivazione, di accedere a possibili sistemi di sostegno futuri.
     
    “In altre parole – sintetizza Agostino Re Rebaudengo, Presidente di assoRinnovabili – si tratta, come nello Spalma Incentivi obbligatorio, di una norma retroattiva che cambia significativamente le “regole del gioco”, introducendo gravissime penalizzazioni. Non si comprende come possa essere definita una disposizione volontaria!”
     
    Anche in questo caso, così come è stato per lo Spalma Incentivi fotovoltaico, assoRinnovabili coordinerà una nuova azione giurisdizionale collettiva. L’obiettivo del ricorso è quello di chiedere che il Tribunale Amministrativo si pronunci sull’annullamento della misura.

    Fonte: assoRinnovabili

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