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“Stop agli incentivi? E allora rivediamo anche i 3,3 miliardi di sconti d’imposta su energia e carburanti!”

    Gli incentivi a fonti rinnovabilifonti rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    come il fotovoltaico costano ai cittadini molto meno di altre forme di finanziamento in campo energetico
    “.
    Lo sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini che invita a fare chiarezza sulle cifre in gioco.

    Nel 2010 – spiega Guerrini – il fotovoltaico è stato finanziato con 826 milioni, vale a dire con un quinto delle somme prelevate dalle bollette elettriche degli italiani attraverso la componente A3. Ma gli incentivi alle rinnovabili hanno fatto nascere 85.000 imprese e 150.000 posti di lavoro, a differenza di altre forme di agevolazione ben più costose che di fatto si traducono in meri sussidi senza generare ne’ sviluppo ne’ occupazione“.

    Se il vero obiettivo dello stop agli incentivi alle energie rinnovabilienergie rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    è quello di razionalizzare e risparmiare risorse pubbliche
    – aggiunge Guerrini – allora bisognerebbe ripensare anche gli sconti d’imposta su energia elettricaenergia elettrica
    Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all’energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
    e carburanticarburanti
    Sostanze solide, liquide o gassose, di origine naturale o derivanti da processi industriali, contenenti carbonio e idrogeno, che, se bruciate, sviluppano calore in base al loro “contenuto energetico” (potere calorifico).
    di cui godono alcuni settori in Italia e che valgono 3.315 milioni l’anno di minor gettito nelle casse dello Stato
    “.

    A questo proposito, l’Ufficio studi di Confartigianato ha analizzato voce per voce le 29 agevolazioni in vigore in materia di accise su energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    e carburanti.

    La classifica dei settori che beneficiano delle agevolazioni vede in testa il trasporto aereo con 1.614 milioni di ‘sconti’ sulle accise dei carburanti.

    Segue l’agricoltura, con un’esenzione di 817 milioni di euro sulle imposte dei carburanti, mentre il settore del trasporto marittimo può contare su 492 milioni di sconti.

    Quarto posto per le industrie con consumi di energia superiori a 1.200.000 KWhKWh
    Unità di misura dell’energia elettrica equivalente a 1.000 Wh (wattora), ovvero 1.000 W forniti o richiesti in un’ora.
    /mese che non pagano accise sull’energia per 241 milioni l’anno.

    Niente sconti invece per le piccole e medie imprese che pagano per tutti.

    Infatti, gli imprenditori che consumano fino a 1.200.000 KWh/mese pagano per intero l’accisa sull’imposta erariale e quelli che consumano fino 200.000 kWh/mese pagano tutta l’addizionale provinciale sull’energia. Questi due tributi contribuiscono a far lievitare al 16,4% la pressione fiscale sul prezzo dell’energia elettrica pagato dalle Pmi.

    Il dibattito sugli incentivi alle energie rinnovabili – sottolinea il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini – non deve far dimenticare gli squilibri esistenti nella tassazione sull’energia. Se davvero si vuol rendere equo e trasparente il mercato, è indispensabile correggere anche i meccanismi di prelievo fiscale, eliminando le distorsioni che finora hanno penalizzato le piccole aziende“.

    Comunicato stampa Confartigianato, 30/03/2011

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