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“Storie di ordinaria energia” – Episodio 4: Troppo, troppo intelligente

    On-line il quarto episodio della serie “Storie di ordinaria energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    “, una carrellata di racconti che con umorismo e ironia mettono in luce le debolezze umane del nostro rapporto quotidiano con l’efficienza energeticaefficienza energetica
    Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell’ impatto ambientale e dei costi associati.
    .

    Buona lettura!


    Chapter IV – Troppo, troppo intelligente

    Autore: Antonio Disi, napoletano, ricercatore all’Enea. Studioso dell’efficienza energetica e delle umane debolezze che la accompagnano.

    Ama sperimentare nuovi linguaggi per raggiungere il grande pubblico.
    Sogna di fare il sindaco di Kyoto.

     Da quando c’è lui la nostra vita è cambiata. Come dire, non potremmo più farne a meno e non oso immaginare il momento in cui andrà via di casa. Non è capitato per caso, no, l’abbiamo proprio cercato, voluto, desiderato. Soprattutto mio marito che me ne parlava da tempo. -I miei colleghi di lavoro sono felici –mi diceva – perché non ci proviamo anche noi? Eravamo tanto giovani, sempre fuori casa. -E la nostra libertà? – gli risposi. Mi sorrise accarezzandomi il viso.

    Dopo tanto attendere arrivò, in un pomeriggio di febbraio. Fuori era già buio ma, al suo ingresso, nella nostra casa fu la luce. Gli avevavo riservato uno spazio tutto suo. Mio marito aveva ritinteggiato le pareti di un bellissimo azzurro cielo e tutto profumava di nuovo e di pulito. Quando la sera io ero in cucina a preparare la cena, a caricare la lavatrice oppure sul divanoi a guardare la TV, lui riposava tranquillo. Ogni tanto mi avvicinavo alla porticina e sbirciavo. La lucina soffusa colorava il buio tutto intorno. Ma c’erano anche momenti in cui la sua presenza si faceva sentire, eccome! Guai ad accendere l’aspirapolvere ed il phon. Dovevamo correre da lui per calmarlo. I primi giorni furono davvero difficili. Non era semplice capire cosa volesse, leggere quei segnali ed interpretarli ma, col passare dei giorni, le cose sono cambiate. Ogni scelta, ogni nostro gesto è fatto pensando a lui e, giorno dopo giorno, ci stiamo accorgendo di quanto sia intelligente. Eh si, perchè a guardarli da lontano sembrano tutti uguali, piccoli e goffi ma, come si dice, ogni scarrafone è bello a mamma sua.

    La sua intelligenza ci sorprende. E’ un vero portento, soprattutto con i numeri. Conta, aggiunge, sottrae e poi è veloce, velocissimo. La nostra vicina Luisa ne ha avuto uno da poco, il primo anche per lei ma non c’è proprio paragone. Il nostro è sveglio, attento, non gli sfugge proprio nulla. Davvero un bel contatore, troppo troppo intelligente.  


    E se ti è piaciuto questo episodio, cosa aspetti! Leggine subito un altro!

    Storie di ordinaria energia_ Episodio 1: Il cronotermostato

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