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Studio giapponese: nonostante Fukushima, il nucleare conviene ancora

    In Giappone la produzione di energia elettricaenergia elettrica
    Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all’energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
    mediante centrali nucleari, anche tenendo conto della compensazione delle ricadute economiche negative relative all’incidente di Fukushima, continua ad essere meno costosa rispetto all’utilizzo di combustibili fossili.

    Questo è quanto emerge da uno studio, realizzato dall’Istituto di EnergiaEnergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    Economica del Giappone
    (IEEJ), i cui risultati sono stati resi noti il 2 settembre dal sito World Nuclear News, e che ha sviluppato un modello di analisi comparata dei costi di produzione di energia elettrica da diverse fonti.

    Secondo l’analisi, negli ultimi cinque anni il costo di generazione di energia per via nuclearenucleare
    Forma di energia derivante dai processi che coinvolgono i nuclei atomici (fissione e fusione).
    è rimasto stabile a circa 7,00 ¥ (€ 0,06) per chilowattora (kWhkWh
    Unità di misura dell’energia elettrica equivalente a 1.000 Wh (wattora), ovvero 1.000 W forniti o richiesti in un’ora.
    ).Tuttavia, anche prendendo in considerazione un’ indennità fino a 10.000 miliardi di ¥ (oltre 92 miliardi di €) per perdite o danni derivanti dall’ incidente alle centrali di Fukushima, il costo di produzione di energia elettrica con reattori nucleari aumenterebbe solo di qualche centesimo, arrivando a 8,50 ¥ (0,078 €) per kWh.

    Sempre negli ultimi cinque anni, rileva l’ Istituto, il costo di produzione di energia elettrica da combustibili fossili si assestato in media su ¥ 10,20 (0,093 €) per kWh, mentre i costi da fonti energetiche rinnovabilifonti energetiche rinnovabili
    Chiamate anche fonti rinnovabili: fonti energetiche rinnovabili non fossili (eolica, solare, geotermica, del moto ondoso, maremotrice, idraulica, biomasse, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas). In particolare, per biomasse si intende: la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani (D.lgs 29 dicembre 2003, n. 387 in attuazione della DIR. 2001/77/CE).
    (principalmente geotermica) su una media di 8,90 ¥ (0,08 €).

    Lo studio rileva inoltre la volatilità, a differenza del nucleare, del costo di generazione elettrica da combustibili fossili che, per un paese importatore come il Giappone, varia ampiamente – nel periodo considerato – da 9 ¥ a ¥ 12 (da 0,08 a 0,011 €), a causa delle fluttuazioni dei prezzi del carburante sui mercati internazionali.

    Scarsamente dotato di risorse naturali proprie, il Giappone è dipendente dalle importazioni per circa l’ 84% del suo fabbisogno di energia primariaenergia primaria
    Energia riferita direttamente al combustibile impiegato nelle centrali di produzione elettrica. È definita primaria perché deriva direttamente dallae caratteristiche della fonte, così come si trova in natura, senza trasformazioni in nessun’altra forma.
    e trae dai suoi circa 50 reattori nucleari oltre il 30% dell’elettricità.

    Proprio in quest’ottica, un significativo incremento nell’uso di energia nucleareenergia nucleare
    Energia derivante dalle trasformazioni che coinvolgono i nuclei atomici (fissione o fusione). Attualmente la produzione di energia elettrica con il nucleare si basa sulla fissione, dal momento che i processi di fusione nucleare sono ancora in fase di studio e ricerca. Il combustibile impiegato è l’uraniouranio
    Elemento metallico radioattivo che si trova sottoforma di ossidi o sali nelle rocce, nel suolo, nell’aria e nell’acqua. L’uranio, così come si trova in natura, è costituito da tre isotopi: l’uranio 238 (per il 99.9 %), l’uranio 235 (l’uranio fissile impiegato come combustibile nelle centrali nucleari) e l’uranio 234, in piccolissime tracce.
     235, contenuto in piccola concentrazione nell’uranio naturale. Nelle centrali di questo tipo l’enorme quantitativo di energia che si libera dalle reazioni nucleari viene ceduto a un fluido che a sua volta la cede all’acqua che poi percorre un ciclo di potenza uguale a quello delle centrali a vapore convenzionali.
    – fino a più del 50% nel 2030 – era stato proposto nell’ambito del piano energetico nazionale giapponese, sulla base di una stima dei costi di produzione realizzata nel 2004.

    A quel tempo, il costo di generazione nucleare era stimato a ¥ 5,30 (0,048 €) per kWh, di gran lunga il mezzo più economico per generare energia elettrica, contro i ¥ 10,70 (0,098 €) del petroliopetrolio
    Combustibile di colore da bruno chiaro a nero, costituito essenzialmente da una miscela di idrocarburi. Si è formato per azioni chimiche, fisiche e microbiologiche da resti di microorganismi (alghe, plancton, batteri) che vivevano in ambiente marino addirittura prima della comparsa dei dinosauri sulla terra. I principali composti costituenti del petrolio appartengono alle classi delle paraffine, dei nafteni e degli aromatici, che sono composti organici formati da carbonio e idrogeno e le cui molecole sono disposte secondo legami di varia natura.
    , i ¥ 5,70 (0,052 €) del carbonecarbone
    Il carbone è una roccia sedimentaria composta prevalentemente da carbonio, idrogeno e ossigeno. La sua origine, risalente a circa 300 milioni di anni fa, deriva dal deposito e dalla stratificazione di vegetali preistorici originariamente accumulatisi nelle paludi. Questo materiale organico nel corso delle ere geologiche ha subito delle trasformazioni chimico-fisiche sotto alte temperature e pressioni. Attraverso il lungo processo di carbonizzazione questo fossile può evolvere dallo stato di torba a quello di antracite, assumendo differenti caratteristiche che ne determinano il campo d’impiego.
    I carboni di formazione relativamente più recente (ovvero di basso rango) sono caratterizzati da un’elevata umidità e da un minore contenuto di carbonio, quindi sono ‘energeticamente’ più poveri, mentre quelli di rango più elevato hanno al contrario umidità minore e maggiore contenuto di carbonio.
    , i ¥ 6,20 (0,057 €) del gas e gli ¥ 11,90 ( 0,1 €) dell’idroelettrica.

    Nonostante la titubanza dell’ ex Primo Ministro Naoto Kan, che successivamente al disastro di Fukushima aveva espresso la sua personale idea su un futuro del Giappone senza nucleare, sembra che il suo successore e attuale Primo Ministro Yoshihiko Noda abbia mostrato già agli albori del suo mandato maggiore lucidità e senso pratico.

    Invocando la regolazione indipendente del settore e auspicando una diversificazione di approvvigionamentoapprovvigionamento
    Insieme di attività finalizzate al reperimento dei quantitativi materie prime necessarie allo svolgimento delle attività economico-produttive di un Paese consumatore.
    energetico che bilanci il nucleare con altre fonti, non ha perso di vista la questione della competitività delle risorse, supportando il riavvio dei reattori tuttora fermi – 42 su 54 – in Giappone.

     

    Fonte: Associazione Italiana Nucleare, 12/09/2011

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