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STUDIO SIEMENS: ENTRO IL 2030, SAREBBE POSSIBILE RIDURRE LE EMISSIONI DI CO2 DEL SETTORE ENERGETICO PER UN IMPORTO PARI AL TOTALE DELLE EMISSIONI ANNUE DELL’UE

    • La domanda globale di energiaenergia
      Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
      è destinata a salire di oltre la metà entro il 2030
    • Allo stesso tempo le emissioni di CO2CO2
      Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

      provenienti dal settore energetico sono destinate ad aumentare di un quarto
    • L’utilizzo di gas naturalegas naturale
      Idrocarburo che ha un’origine simile al petrolio, che si forma a partire dalla decomposizione anaerobica (cioè in assenza di ossigeno (O2) di microorganismi, attraverso processi biologici avvenuti nel corso delle ere geologiche. La composizione del gas naturale varia notevolmente a seconda del sito di formazione, ma in genere presenta un’alta percentuale di metano (dal 70 al 95 %), anidride carbonica (CO2), azoto (N2) e idrogeno solforato (H2S).
      al posto del carbonecarbone
      Il carbone è una roccia sedimentaria composta prevalentemente da carbonio, idrogeno e ossigeno. La sua origine, risalente a circa 300 milioni di anni fa, deriva dal deposito e dalla stratificazione di vegetali preistorici originariamente accumulatisi nelle paludi. Questo materiale organico nel corso delle ere geologiche ha subito delle trasformazioni chimico-fisiche sotto alte temperature e pressioni. Attraverso il lungo processo di carbonizzazione questo fossile può evolvere dallo stato di torba a quello di antracite, assumendo differenti caratteristiche che ne determinano il campo d’impiego.
      I carboni di formazione relativamente più recente (ovvero di basso rango) sono caratterizzati da un’elevata umidità e da un minore contenuto di carbonio, quindi sono ‘energeticamente’ più poveri, mentre quelli di rango più elevato hanno al contrario umidità minore e maggiore contenuto di carbonio.
      per la produzione di energia aiuterebbe a ridurre le emissioni rispetto agli attuali livelli
    • Abbandonare la produzione di energia da carbone eviterebbe le emissioni di oltre il totale delle emissioni dell’Unione Europea

    La domanda di energia, su scala globale, è destinata ad aumentare di quasi il 3% all’anno, entro il 2030. Complessivamente, questa crescita moderata farà sì che la domanda di energia aumenti di oltre la metà rispetto ai livelli attuali tra ora e il 2030. Se, come previsto, verranno realizzati nuovi impianti di produzione di energia, le relative emissioni di CO2 aumenterebbero di un quarto ossia di 3.500 megatonnellate. Questi sono i risultati di uno studio recentemente pubblicato da Siemens e dal Professore Horst Wildemann della Technical University di Monaco di Baviera. “Se le centrali elettriche a carbone venissero sostituite, su larga scala, da centrali a gas, entro il 2030, le emissioni di CO2 nel settore energetico potrebbero ridursi anche del 5% rispetto ai livelli attuali,” afferma il Professore Wildemann. “Certo, sarebbe illusorio sostituire ora tutte le centrali a carbone con quelle a gas – ma le potenzialità individuate sono davvero impressionanti“, continua Wildemann. Le emissioni globali di CO2 che ogni anno potrebbero essere eliminate interrompendo la produzione di energia dal carbone equivarrebbero così alla quasi totalità delle emissioni di CO2 di tutti i 28 paesi dell’Unione Europea.

    Nel nostro studio abbiamo esaminato le situazioni locali e le differenti esigenze delle varie regioni del mondo“, osserva Michael Süß, membro del Consiglio di Amministrazione di Siemens AG e CEO del Settore Energy di Siemens, in occasione della presentazione dello studio al World Energy Congress (WEC). “Naturalmente, accanto alla sostenibilità e alla necessità di un’affidabile fornitura di energia, l’economia riveste sempre un ruolo importante – non ci sarebbe motivo di chiudere anticipatamente nuove centrali a carbone già schedulate, al solo scopo di diminuire le emissioni di CO2. Ma è altrettanto evidente che la capillare espansione delle fonti energetiche rinnovabilifonti energetiche rinnovabili
    Chiamate anche fonti rinnovabili: fonti energetiche rinnovabili non fossili (eolica, solare, geotermica, del moto ondoso, maremotrice, idraulica, biomasse, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas). In particolare, per biomasse si intende: la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani (D.lgs 29 dicembre 2003, n. 387 in attuazione della DIR. 2001/77/CE).
    da sola non permette di migliorare automaticamente il clima, come dimostra in modo impressionante l’aumento delle emissioni di CO2 in Germania. D’altra parte, chiudendo le vecchie centrali elettriche a carbone non solo si riducono significativamente le emissioni, ma si otterrebbero anche riscontri economici, come è stato dimostrato negli Stati Uniti. Nel nostro studio, abbiamo analizzato questi diversi scenari, cercando di mantenere un equilibrio tra sostenibilità, affidabilità ed economia
    “, ha spiegato Süß.

    Lo studio dimostra che – nonostante alcune differenze marcate – tutti i paesi rientrano in uno dei cinque archetipi del contesto energetico. Nei paesi con una richiesta di energia in lenta crescita, ci sono da un lato i “pionieri green” che tendono marcatamente verso le fonti rinnovabilifonti rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    , e dall’altra i “tradizionalisti”, che tendono solo in bassa percentuale verso fonti di energia ecofriendly. Tra i paesi con una domanda di energia elettricaenergia elettrica
    Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all’energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
    in rapido aumento, ci sono invece le nazioni “energivore“, che hanno già raggiunto un alto livello di elettrificazione, e le nazioni “next-wave electrifiers“, nelle quali sussistono ancora notevoli lacune nella fornitura energetica a tutti gli abitanti. Il quinto gruppo individuato è quello dei “massimizzatori delle esportazioni di petroliopetrolio
    Combustibile di colore da bruno chiaro a nero, costituito essenzialmente da una miscela di idrocarburi. Si è formato per azioni chimiche, fisiche e microbiologiche da resti di microorganismi (alghe, plancton, batteri) che vivevano in ambiente marino addirittura prima della comparsa dei dinosauri sulla terra. I principali composti costituenti del petrolio appartengono alle classi delle paraffine, dei nafteni e degli aromatici, che sono composti organici formati da carbonio e idrogeno e le cui molecole sono disposte secondo legami di varia natura.
    “, che si caratterizzano per il loro obiettivo di migliorare l’efficienza energeticaefficienza energetica
    Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell’ impatto ambientale e dei costi associati.
    di petrolio ed estrazione del gas.

    Lo studio ha rilevato, ad esempio, che l’Europa potrebbe risparmiare circa 45 miliardi di Euro, entro il 2030, se molti degli impianti che generano energia da fonte rinnovabile fossero costruiti presso i siti che offrono i più alti rendimenti di energia elettrica. In questo scenario, i nuovi impianti fotovoltaici sarebbero installati principalmente nelle zone più calde del Sud Europa, mentre gli impianti eolici sarebbero costruiti nelle regioni più ventose e più settentrionali d’Europa. Negli Stati Uniti, gli 80 miliardi di Dollari di perdite annue, causate dai costi indiretti delle interruzioni di corrente, potrebbero essere evitate se la qualità della rete venisse migliorata. E in Cina sarebbe possibile fermare le emissioni di CO2 al livello attuale, se le fonti di energiafonti di energia
    Sorgenti di energia o sostanze dalle quali può essere prodotta energia utile direttamente o dopo trasformazione. Le fonti di energia possono essere classificate in diversi modi a seconda del contesto di riferimento: risorse esauribili (principalmente petrolio, gas naturale, carbone, legna); risorse rinnovabili (tutte quelle derivanti direttamente o indirettamente dall’energia solare, dal calore endogeno terrestre e dalle maree); risorse primarie (utilizzabili direttamente come si trovano in natura: petrolio, carbone, gas naturale, legna); risorse secondarie (in cui l’energia deriva dalla trasformazione dell’energia primaria in altra forma di energia, ad esempio idroelettrico, energia elettronucleare eccetera); risorse commerciali ( ovvero soggette a transazioni commerciali e quindi facilmente quantificabili, derivanti da quattro tipi principali di fonti: carbone, petrolio, gas naturale, elettricità primaria); risorse non commerciali (non soggette a transazioni commerciali: ad esempio residui di coltivazioni, legna di sottobosco eccetera nei Paesi in via di sviluppo; sebbene assenti dal commercio internazionale in alcuni Paesi rivestono grande importanza); risorse tradizionali (derivanti da prodotti vegetali o animali: legna, carbone di legna, torba, sterco essiccato).
    rinnovabili fossero sfruttate appieno. Tuttavia, questo richiederebbe quasi il doppio degli investimenti. In alternativa, le emissioni potrebbero essere ridotte senza ulteriori costi se entro il 2030 un terzo delle centrali elettriche a carbone in Cina fossero sostituite da moderne centrali a gas.

    Le analisi e i risultati prodotti dagli studi locali in Europa, Russia, Stati Uniti, Cina, Medio Oriente e Corea del Sud sono disponibili al seguente indirizzo: www.siemens.com/WEC, Consulta lo studio completo.

    Fonte: SIEMENS

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