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TEKNECO: Eolico, le imprese italiane vanno all’estero

    di Gianluigi Torchiani

    L’eolico italiano, come abbiamo scritto più volte in passato, non vive uno dei suoi momenti migliori. L’attuale sistema di incentivazione in vigore in effetti, ha contingentato la nuova potenzapotenza
    Grandezza data dal rapporto tra il lavoro (sviluppato o assorbito) e il tempo impiegato a compierlo. Indica la rapidità con cui una forza compie lavoro. Nel Sistema Internazionale si misura in watt (W).
    installabile
     e ha tolto molte certezze agli operatori. Senza contare che, ormai, i migliori siti a disposizione sul territorio nazionale sono stati già occupati da pale e torri eoliche.

    Già da alcuni anni, però, le principale società italiane specializzate nelle energie rinnovabilienergie rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
     hanno deciso di orientare la loro azione verso i mercati esteri. A livello globale, anche secondo quanto reso noto dall’ultimo World Energy Outlook della IEA, le prospettive per questa fonte sono infatti molto positive, tanto che si stima che l’eolico possa garantire al 2050 circa il 18% della domanda globale di energia elettricaenergia elettrica
    Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all’energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
    globale, contro l’attuale 3%.

    Dunque i nostri operatori si stanno dando da fare sui principali mercati emergenti: il campione nazionale delle rinnovabili, ENEL Green Power ha in cantiere oltre 4 GW di nuovi impianti da qui al 2017, in buona parte all’estero e in perlopiù proprio nell’eolico. Non passa quasi settimana, in effetti, che la società guidata da Francesco Starace annunci nuovi investimenti nel campo dell’energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    del vento
    , principalmente nel mercato americano dell’eolico.

    Molto attiva è anche Falck Renewables, che può contare su circa 731 MW di potenza eolica installata, di cui 288 MW nel Regno Unito.  Recentemente, proprio questa ampia disponibilità di risorse eoliche ha permesso alla società di Sesto San Giovanni di incassare ben 185 milioni di euro dalla cessione del 49% delle società cui fanno capo i sei impianti eolici già operativi nel Regno Unito.

    Altre società attive nei mercati esteri dell’eolico sono Erg Renew, presente già dal 2007 nel mercato francese (64 MW) e tedesco (86 MW). Il gruppo ha anche avviato una joint venture con Lukoil per operare nel mercato dell’Europa orientale. Anche Renexia, espressione del gruppo Toto costruzioni, che già possiede alcuni impianti nel Sud Italia, sta guardando sempre di più all’estero, in particolar modo negli Usa e in Tunisia. Insomma, l’eolico è sempre più un business internazionale e le nostre aziende stanno cercando di non farselo scappare.

    Fonte: TEKNECO

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