NewsAmbienteSostenibilitàStakeholder energiaWwf

THINK EAT SAVE – A TAVOLA NON SPRECARE GRAZIE AL CARRELLO DELLA SPESA VIRTUALE

    In occasione del lancio della Campagna Globale “Think.Eat.Save” contro gli sprechi alimentari il WWFWWF
    Organizzazione che promuove la tutela e la conservazione della natura attraverso la preservazione della diversità biologica a livello di geni, specie ed ecosistemi. Il WWF sostiene numerose iniziative a favore della sostenibilità ambientale, contro l’inquinamento e l’uso irrazionale dell’energia e delle risorse, coinvolgendo l’opinione pubblica e volontari di tutto il mondo.
    , scelto come partner italiano dai promotori UNEP e FAO, presenta a livello internazionale il “carrello della spesa virtuale”, il divertente programma online per calcolare l’impatto ambientaleimpatto ambientale
    L’insieme degli effetti (diretti e indiretti, nel breve o nel lungo termine, positivi o negativi, ecc..) che l’avvio di una determinata attività ha sull’ambiente naturale circostante.
    delle nostre scelte alimentari
    e scoprire quanta acqua e CO2CO2
    Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

    mettiamo ogni giorno nel piatto o, peggio ancora, buttiamo direttamente tra i rifiuti.

    Lo speciale eco-carrello da oggi sarà online in italiano sulla piattaforma One Planet Food del WWF (www.oneplanetfood.info) con nuovi contenuti dedicati allo spreco, e in versione inglese sul sito globale della campagna www.thinkeatsave.org.

    A inaugurarlo, la nuova “ricetta verde” della food-blogger Lisa Casali, realizzata con alcuni degli ingredienti più sprecati di sempre: pane, fave… e fantasia!

    Nella Giornata Mondiale dell’Ambiente, che si celebra il 5 giugno in tutto il mondo, il WWF lancia così la sua roadmap di avvicinamento all’Anno Europeo dello spreco alimentare, indetto per il 2014 come momento di un percorso più ampio che vede il Parlamento Europeo fortemente impegnato per dimezzare lo spreco di cibo in Europa entro il 2025.

    “Il cibo rappresenta oggi l’elemento più critico della nostra società. Le produzioni alimentari sono tra principali responsabili di problematiche ambientali gravissime, quali il calo delle falde idriche, l’aumento delle temperature medie, l’erosione del suolo e la perdita biodiversità. Il paradosso è che ne subiscono anche gli effetti e l’intera produzione alimentare ne è minacciata. Tali problematiche sono aggravate dalle enormi quantità di cibo che vengono sprecate – ha dichiarato Eva Alessi, responsabile sostenibilità del WWF Italia – produrre cibo che nessuno mangia, oltre alle gravi ripercussioni etiche, serve solo a esacerbare le già elevatissime pressioni.

    Ci sarà acqua sufficiente a produrre cibo per i 9 miliardi che saremo tra 30-40 anni? e suolo? E pesce? In un mondo che ha risorse limitate sprecare il cibo è illogico e inaccettabile anche sotto il profilo ambientale.”

    Gli impatti del sistema alimentare sull’ambiente sono ben noti: in tre secoli ci siamo “mangiati” tre quarti della natura del pianeta, coltiviamo il 38% delle terre emerse (tanto che l’area occupata dalle attività agricole è pari a 60 volte quella occupata globalmente da strade ed edifici), l’agricoltura globale ha già distrutto o trasformato radicalmente il 70% dei pascoli, il 50% delle savane, il 45% delle foreste decidue temperate e il 25% delle foreste tropicali; inoltre ogni anno sfruttiamo 4.000 chilometri cubi di acqua, prelevati principalmente da fiumi e falde sotterranee, e l’irrigazione è responsabile del 80-90% di questo consumo; senza contare il crescente utilizzo di fertilizzanti e fitofarmaci, che dal 1960 ha visto il flusso di azotoazoto
    Elemento chimico costituente il 78% dell’aria in volume. L’uso commerciale più diffuso dell’azoto è nella produzione di ammoniaca, sostanza costituente dei fertilizzanti. L’azoto liquido è impiegato anche come refrigerante per il trasporto di alimenti.
    e fosforofosforo
    Minerale presente in alcune rocce ed anche nel corpo umano come elemento strutturale di ossa, denti e cellule. In natura non si trova mai come elemento libero a causa della sua alta reattività. L’uso industriale del fosforo è rappresentato principalmente dalla produzione di fertilizzanti.
    attraverso l’ambiente più che raddoppiarsi, causando un diffuso inquinamento idrico ed enormi «zone morte» ipossiche alle foci dei principali fiumi.

    Ma questi impatti diventano ancora più intollerabili se si riducono in spazzatura. Almeno un terzo degli alimenti prodotti a livello globale si perde nel percorso che va dal campo al consumatore finale.

    E con il cibo vengono “buttati” anche la terra, l’acqua, i fertilizzanti che sono stati necessari per produrlo, senza contare gli inquinanti e i gas serra rilasciati tanto durante il processo produttivo quanto dal cibo in decomposizione nelle discariche.

    In Italia quasi il 40% del cibo finisce tra i rifiuti e, così come negli altri paesi ricchi, è in casa che si spreca di più: oltre 75 i chili di cibo a testa ogni anno vengono buttati nella spazzatura, con uno spreco di 500 euro l’anno nelle tasche di ognuno di noi. Se infatti nei paesi in via di sviluppo la quasi totalità delle perdite alimentari è non intenzionale, dovuta a limiti finanziari, infrastrutturali e di commercializzazione, nei paesi ricchi è la parte finale della catena alimentare che ha il ruolo più importante: la distribuzionedistribuzione
    Attività di trasporto (di elettricità o di gas) agli utilizzatori finali attraverso le reti di distribuzione.
    al dettaglio, che spreca grosse quantità di cibo a causa di standard di qualità che danno troppa importanza all’apparenza, e i consumatori, che buttano via il cibo a causa di acquisti eccessivi, modalità di conservazione inappropriate e pasti troppo abbondanti. Ridurre gli sprechi di cibo avrebbe effetti positivi sul cambiamento climatico, sulla perdita di biodiversità, sul sovrasfruttamento delle risorse idriche, sull’inquinamento, sul degrado del suolo e, non ultimo, sulla qualità della nostra vita.

    Il “carrello della spesa virtuale”, realizzato dal WWF in collaborazione con l’Università della Tuscia, la II Università di Napoli e Mutti, prima azienda italiana ad aver calcolato l’impronta idrica della propria filiera avviando concrete azioni per ridurla, è uno strumento divertente per evitare tutto questo.

    Come in un semplice video-gioco, si passeggia tra gli scaffali di un supermercato, si trascinano frutta, verdure, carni, prodotti confezionati nel proprio carrello, ma sullo scontrino che si riceve alla casa l’importo finale non è scritto in euro, ma in acqua e CO2 spesi o addirittura sprecati se il cibo verrà buttato. Un modo per scoprire l’impatto delle nostre scelte alimentare sul pianeta, con i consigli per ridurlo ogni volta che facciamo la spesa.

    […]

    Fonte: WWF

    Tags
    Show More

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *