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Un decalogo di buone pratiche per la riduzione dei rifiuti

    In che modo possiamo ridurre i rifiuti? Perché ridurre i rifiuti è importante?

     

    Il decalogo delle buone pratiche, distribuito durante la “Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti”, fornisce utili esempi. Si tratta di un elenco di semplici azioni quotidiane che possono contribuire a un minore impatto ambientaleimpatto ambientale
    L’insieme degli effetti (diretti e indiretti, nel breve o nel lungo termine, positivi o negativi, ecc..) che l’avvio di una determinata attività ha sull’ambiente naturale circostante.
    dei nostri rifiuti.

    Ridurre i rifiuti è infatti importante:

    •perché, dopo l’introduzione della raccolta differenziataraccolta differenziata
    Raccolta di rifiuti raggruppati per tipologia (per esempio, carta, vetro, plastica) al fine di riciclarli rendendo più facile lo smaltimento e valorizzando il rifiuto stesso come materia prima. Ogni Comune stabilisce le modalità di raccolta.
    porta a porta, è il passaggio obbligato per cominciare a vivere secondo uno stile di vita più sobrio. Le risorse della Terra non sono infinite e, se non si inverte la tendenza al consumo e allo spreco, presto si esauriranno;

    •perché questa è la direzione intrapresa da leggi e normative europee e nazionali;

    •perché, se riusciamo a diminuire la quantità di RU che va in discarica (o all’inceneritore) e quella delle frazioni differenziate, si possono ripensare i servizidiminuendo ad esempio le frequenze di raccolta con conseguente diminuzione dei costi;

    •perché è facile, si tratta di accorgimenti che si possono adottare comodamente nella vita di tutti i giorni!

    Ridurre = non gettare, ma riutilizzare. Cosa vuol dire?

    Significa utilizzare di nuovo cose già usate invece di buttarle via.

    Ogni volta che gettiamo qualcosa proviamo a porci la domanda: “Posso riutilizzarla in qualche modo?” Magari non tutto sarà recuperabile, ma una parte sì! Riutilizzare significa anche riparare. Se mi si rompe qualcosa, ecco la domanda giusta: “Posso riparare ofar riparare questo oggetto?” Riutilizzare significa anche pensare se c’è qualcuno cui il mio oggetto può ancora servire. Allungando il ciclo di vita di un oggetto evitiamo di:

    •creare un rifiutorifiuto
    Secondo quanto definito nel decreto legislativo n.22 del 5 febbraio 1997 il rifiuto è una sostanza o un oggetto di cui il detentore decida o sia obbligato a disfarsi”. I rifiuti possono essere classificati in diversi modi, per esmpio in base all’origine oppure in base alla pericolosità.
    , utilizzando così le risorse in modo più sostenibile;•

    comprarne un altro, riducendo il consumo di materie prime per la produzionedi un bene nuovo.

    Alcuni consigli per ridurre i tuoi rifiuti

    •compra oggetti resistenti, non usa e getta;

    •preferisci i prodotti con un imballaggio idoneo a proteggerli o comunque con imballaggi eco-compatibili (facili da differenziare e riciclare);

    •acquista prodotti ricaricabili, come batterie, detersivi ecc. e usa i distributori alla spina (per prodotti per la casa e alimentari) che si trovano in piccoli e grandi negozi della tua zona;

    •usa borse riutilizzabili, ceste, scatoloni o cassette per fare la spesa, evitando gli shopper usa e getta;•riutilizza fogli già scritti su di un lato per ulteriori appunti e, in ufficio e a casa, non stampare un documento se non è strettamente necessario;

    •bevi l’acqua del rubinetto;•usa i pannolini lavabili per bambini;

    •ricarica le cartucce esaurite di stampanti e fotocopiatrici;

    •acquista elettrodomestici con parti sostituibili;

    •riutilizza gli scarti organici come concime per il giardino, facendo il compostaggiocompostaggio
    Processo chimico-fisico di ossidazione, che avviene in condizioni controllate, da cui si ottiene il compostcompost
    Prodotto biodegradabile ottenuto attraverso la fermentazione aerobica (cioè in presenza di ossigeno) di sostanze organiche ad opera di batteri che si trovano naturalmente in ambiente. Il compost può essere impiegato come fertilizzante o come substrato colturale.
    . Esso si svolge in due fasi:  biossidazione (in cui si ha la degradazione di alcune componenti organiche) e maturazione (durante la quale il prodotto si stabilizza), sviluppando una notevole quantità di energia.
    ;

    •passa gli abiti che non metti più in famiglia e tra gli amici, oppure portali presso le associazioni che li raccolgono;

    •compra mobilio o vestiario nei negozi o mercati dell’usato;

    •non usare fazzoletti in carta, tovaglioli in carta ecc.

    Ricorda che un acquisto, per essere davvero sostenibile, deve: essere necessario, durevole, fatto con materiale riciclato, avere l’imballaggio necessario, favorire il risparmio energeticorisparmio energetico
    Con questo termine si intendono tutte le iniziative intraprese per ridurre i consumi di energia, sia in termini di energia primaria sia in termini di energia elettrica, adottando stili di vita e modelli di consumo improntati ad un utilizzo più responsabile delle risorse.
    , essere biologico, “equo e solidale”, prodotto localmente, senza sfruttamento dei lavoratori.

    Compostaggio domestico, cos’è?

    Fare il compostaggio domestico significa smaltire in proprio la frazione organica dei rifiuti attraverso un processo naturale che consente di ricavare un buon ammendante per terreni e vasi. Tutti coloro che hanno un giardino, un orto o comunque un pezzo di terra più o meno ampio hanno la possibilità di attuare questa pratica.

    Ecco cosa possiamo compostare:

    •avanzi di cucina: residui di frutta e verdura, bucce, fondi di caffè ecc.;

    •scarti di giardino e orto: sfalci di prati, foglie secche, fiori appassiti, gambi, avanzi dell’orto;

    •altri materiali biodegradabili: segatura e trucioli da legno non trattato.

    Bevi l’acqua del rubinetto

    L’Italia è tra i maggiori consumatori di acqua minerale in bottiglia al mondo, 8 volte la media mondiale (dato 2007).

    Questo significa:

    •oltre 1 milione di tonnellate di anidride carbonica (CO2CO2
    Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

    ) emesso ogni anno nell’ariache respiriamo per la produzione e il trasporto;

    •l’utilizzo di circa 6 miliardi di bottiglie ogni anno, che ha un impatto sull’ambiente e sulle nostre tasche!

    Perché bere l’acqua del rubinetto?

    •Perché le acque potabili al rubinetto hanno limiti di concentrazione di alcune sostanze (arsenico, nichel, vanadio) più restrittivi di quelli previsti per le acque imbottigliate;

    •perché le acque potabili che arrivano ai nostri rubinetti sono molto controllate (vengono effettuate più analisi al giorno);

    •perché è in genere buona, sicura e costa molto meno di quella in bottiglia.

    Se trovi che l’acqua del rubinetto non sia buona, ecco un consiglio: versa l’acqua in una brocca, lasciala riposare, aggiungi una goccia di limone (facilita l’evaporazione del cloro), mettila poi in frigorifero e servila a10°-12°. Sarà una sorpresa!

    Prodotti sfusi e alla spina

    Negli ultimi anni stanno aumentando nei supermercati e nei negozi i punti in cui è possibile acquistare prodotti sfusi e alla spina: latte, acqua, vino, pasta e altri alimenti, detersivi e detergenti per la persona ecc.Il meccanismo è sempre lo stesso ed è molto semplice: portarsi il proprio contenitore da casa e riempirlo con il prodotto che ci serve. Ricorda di portarti sempre appresso il contenitore acquistato la prima volta e riempirlo più e più volte. Il risparmio ambientale si ha infatti solo dopo averlo usato almeno 5 volte!

    Consigli per una spesa sostenibile

    Scegli di acquistare:

    •la frutta e la verdura a peso evitando quelle già confezionate;

    •i salumi e i formaggi al banco evitando quelli confezionati;

    •la carne e il pesce al banco, riducendo così gli imballaggi attorno ai prodotti;

    •pasta e riso in confezioni di cartone;•le uova in confezioni di cartone;

    •le confezioni “formato famiglia”, evita le confezioni monodose.

    Scegli di bere:

    •l’acqua del rubinetto, è più economica e qualitativamente più sicura;

    •le bevande alla spina se ti trovi al ristorante e nei locali pubblici;

    •le bevande gassate con imballaggi nuovamente riempibili o utilizzando un gasatore;

    •latte, succhi di frutta e yogurt in bottiglia e vasetti di vetro evitando la plastica;•vino in vetro con tappo di sughero.

    Borse di plastica addio!

    Nel mondo si consumano dai 500 ai 1000 miliardi di sacchetti di plastica ogni anno; in Europa 100 miliardi, in Italia circa 10 miliardi.La media del consumo di sacchetti di plastica pro capite si aggira, nei paesi industrializzati, tra i 200 e i 500 pezzi all’anno.

    Sostituendo, in Europa, i normali sacchetti di plastica con altri sacchetti riutilizzabili si risparmierebbero 700 mila tonnellate di petroliopetrolio
    Combustibile di colore da bruno chiaro a nero, costituito essenzialmente da una miscela di idrocarburi. Si è formato per azioni chimiche, fisiche e microbiologiche da resti di microorganismi (alghe, plancton, batteri) che vivevano in ambiente marino addirittura prima della comparsa dei dinosauri sulla terra. I principali composti costituenti del petrolio appartengono alle classi delle paraffine, dei nafteni e degli aromatici, che sono composti organici formati da carbonio e idrogeno e le cui molecole sono disposte secondo legami di varia natura.
    e si ridurrebbero le emissioni di CO2 di 1,4 milioni di tonnellate.Nel 2011 in Italia i sacchetti di plastica sono stati banditi su tutto il territorio Nazionale.

    È questo il momento per cambiare modo di fare la spesa utilizzando borse riutilizzabili e facendo bene all’ambiente!

     

    Fonte: Kyoto Club, 23/11/2011

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