NewsAmbienteCambiamenti ClimaticiStakeholder energiaGreenpeace

URAGANO SANDY. GREENPEACE: IL CAMBIAMENTO CLIMATICO MINACCIA TUTTI, NON SOLO GLI USA

    Roma, 30 ottobre 2012 – L’uragano Sandy, che sta devastando molti Stati negli USA, è un evento meteorologico estremo indotto dal cambiamento climatico. Senza un radicale cambiamento di rotta nelle nostre politiche energetiche, fenomeni di questo tipo sono destinati a moltiplicarsi, a divenire sempre più distruttivi, a colpire zone del pianeta tradizionalmente estranee a calamità del genere.

    Sandy è simile all’uragano Irene, che già lo scorso anno aveva interessato quelle zone perdendo potenzapotenza
    Grandezza data dal rapporto tra il lavoro (sviluppato o assorbito) e il tempo impiegato a compierlo. Indica la rapidità con cui una forza compie lavoro. Nel Sistema Internazionale si misura in watt (W).
    in extremis, prima di attraversare la città di New York. Uragani di questa intensità, a quelle latitudini, sono una novità degli ultimi anni: gli Stati e le contee costiere del nord degli Stati Uniti rientrano oramai nella dinamica di fenomeni tipicamente tropicali.

    Lo scorso settembre la temperatura dell’oceano al largo delle coste del medio Atlantico era di 1,3°C superiore alla media: solo in un altro caso questo record è stato superato da quando si dispone di questo tipo di dati. L’anomalia si è prolungata fino ad ottobre, consentendo a Sandy di alimentarsi di molta più energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    dall’oceano di quanto accada di solito per gli uragani autunnali.

    Il riscaldamento dei mari causa inoltre molta più evaporazione, e quindi Sandy è più piovoso della norma: ha già scaricato su Haiti 250 millimetri di pioggia e sta facendo registrare precipitazioni record anche negli Stati Uniti.

    Lo scorso anno Irene aveva causato

    Secondo le stime della Kinetic Analysis Corp circa 7 miliardi di dollari di danni. Ora Sandy, al di là del costo incommensurabile delle vite umane perse ne sta causando molti di più. Gli impatti generali del cambiamento climatico sulle nostre economie vanno ovviamente ben oltre. La compagnia di assicurazioni Munich Re ha stimato che lo scorso anno i danni associati a disastri naturali sono stati pari a 380 miliardi di dollari e che il 90% di queste calamità è dovuto a eventi metereologici estremi che hanno provocato almeno 27.000 morti. Dal 1980 a oggi la frequenza di inondazioni gravi è triplicata, quella delle tempeste raddoppiata.

    “La nostra prima preoccupazione è per le vite che l’uragano Sandy sta mietendo e rischia ancora di mietere ha dichiarato Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia Dobbiamo prepararci al fatto che eventi di questo genere, nel mondo, si andranno intensificando, divenendo sempre più violenti. Il cambiamento climatico è qui, ora: non possiamo più pensare si tratti ‘solo’ di scioglimento dei ghiacci artici, o di qualche isola tropicale minacciata dall’innalzamento dei mari.”

    La comunità scientifica internazionale è unita nel riconoscere come queste dinamiche siano causate dalle emissioni di gas serra, principalmente di CO2CO2
    Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

    che deriva dalla combustionecombustione
    Processo chimico esotermico (ovvero che comporta sviluppo di calore) in cui il combustibile si combina con l’ossigeno presente nell’aria oppure appositamente separato (comburente). La reazione di combustione avviene previo innesco localizzato (accensione).
    di fonti energetiche fossili, soprattutto carbonecarbone
    Il carbone è una roccia sedimentaria composta prevalentemente da carbonio, idrogeno e ossigeno. La sua origine, risalente a circa 300 milioni di anni fa, deriva dal deposito e dalla stratificazione di vegetali preistorici originariamente accumulatisi nelle paludi. Questo materiale organico nel corso delle ere geologiche ha subito delle trasformazioni chimico-fisiche sotto alte temperature e pressioni. Attraverso il lungo processo di carbonizzazione questo fossile può evolvere dallo stato di torba a quello di antracite, assumendo differenti caratteristiche che ne determinano il campo d’impiego.
    I carboni di formazione relativamente più recente (ovvero di basso rango) sono caratterizzati da un’elevata umidità e da un minore contenuto di carbonio, quindi sono ‘energeticamente’ più poveri, mentre quelli di rango più elevato hanno al contrario umidità minore e maggiore contenuto di carbonio.
    e petroliopetrolio
    Combustibile di colore da bruno chiaro a nero, costituito essenzialmente da una miscela di idrocarburi. Si è formato per azioni chimiche, fisiche e microbiologiche da resti di microorganismi (alghe, plancton, batteri) che vivevano in ambiente marino addirittura prima della comparsa dei dinosauri sulla terra. I principali composti costituenti del petrolio appartengono alle classi delle paraffine, dei nafteni e degli aromatici, che sono composti organici formati da carbonio e idrogeno e le cui molecole sono disposte secondo legami di varia natura.
    . Per questo serve un cambio di rotta drastico e immediato nel modo in cui produciamo e consumiamo energia. L’International Energy Agency sottolinea come, in mancanza di un simile cambiamento, proseguendo sulla strada attuale, l’innalzamento medio delle temperature globali, a fine secolo, dovrebbe raggiungere i 6° centigradi.

    L’uragano Sandy sta colpendo aree dove si concentrano diverse centrali nucleari. La Reuters ne ha contate almeno una dozzina nella traiettoria dell’uragano. La centrale di Oyster Creek, non lontano da Atlantic City dove Sandy ha distrutto tutto, è la più vecchia del Paese ed è dello stesso tipo di quella di Fukushima: attualmente si trova sotto 2 metri d’acqua.

    “Il cambiamento climatico è ovunque: la siccità di quest’estate è costata, in Italia, un miliardo di euro di soli danni all’agricoltura e tutti abbiamo ancora ben vivo l’impatto delle alluvioni dello scorso inverno ha concluso Boraschi D’altra parte l’Italia rifiuta un ruolo di prima fila nella lotta ai cambiamenti climatici e progetta invece nuove centrali a carbone e perforazioni petrolifere off shore”.

    Fonte: Greenpeace

    Tags
    Show More

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *