Calabroni, perché le loro punture fanno così male

Perché le punture dei calabroni fanno così male? Vediamo nel dettaglio le ragioni di questa situazione molto pericolosa e la specie più temuta di questo insetto da brivido.

Calabroni, perché le loro punture fanno così male: cosa sapere
Calabrone (Pexels) – Orizzontenergia.it

Le più grandi vespe dell’Europa e del Nord America: questi sono i calabroni, tra gli insetti più spaventosi in assoluto: ci sono persone che sentono salire i brividi solo al pensiero di questi inquietanti esseri viventi.

Contraddistinti da un colore rossiccio e da strisce gialle, le dimensioni di questi insetti variano in base alla tipologia e al sesso. Per esempio il calabrone regina ha una dimensione che supera i 35 mm di lunghezza. Dalle zampe molto massicce e dal pungiglione liscio, la vita di questo insetto è piuttosto esigua, durando solo un paio di mesi, compreso il periodo che va dalla primavera all’inverno.

In generale questi temuti insetti – appartenenti alla categoria della vespa – sono attirati dalla luce e da determinati odori chimici, come quelli della frutta troppo molto matura e anche dalla sudorazione dell’uomo (scopri qui come tenerli lontani).

Quello che è molto temuto di questi insetti è la loro puntura, responsabile di un fortissimo dolore. Il periodo dell’anno in cui si rischia maggiormente di essere punti da questi esseri indesiderati è sicuramente l’estate. Scopriamo maggiori dettagli di questo spiacevole avvenimento.

Calabroni, le loro punture sono molto dolorose: la specie più pericolosa in assoluto

Calabroni e le loro punture: cosa sapere
Calabroni (Pexels) – Orizzontenergia.it

Con l’estate entrata nel vivo, cresce il rischio di essere punti da un calabrone. Questa criticità è dettata sia dalle temperature in rialzo, sia dal fatto che si passa molto più tempo all’aria aperta e a contatto con la natura.

La puntura di calabrone è davvero pericolosa per via del veleno che inietta: quest’ultimo può portare a pesanti reazioni allergiche soprattutto nei soggetti più sensibili.

Tra le diverse tipologie di calabroni, ce n’è una davvero temuta: stiamo parlando del calabrone gigante asiatico, noto anche come vespa mandarinia. Essere punti da questo insetto significa provare un dolore immane che persiste nel tempo, arrivando a durare fino a due giorni e portando a sensazioni al pari di un ago rovente che si posa sulla pelle.

Ribattezzati come calabroni killer, questi insetti sono spesso al centro di storie da brivido finite virali sui social: i loro protagonisti narrano come il dolore provato per via delle loro punture sia terribile. Questo è determinato da due sostanze, quali l’istamina e l’acetilcolina, presenti nel veleno di questo insetto pericoloso, responsabili del gonfiore e del male che determina la puntura.

Calabrone, quel retroscena
Calabrone (Pexels) – Orizzontenergia.it

Oltre al dolore immane che si prova a essere punti da questo calabrone maxi, c’è il fatto che il suo veleno è molto pericoloso in quanto estremamente tossico, rappresentando una grande minaccia per la salute. Essendo che questo è il calabrone più grande al mondo è portatore di una quantità superiore di veleno rispetto alle altre tipologie di questo insetto.

La cosa inquietante è che a differenza delle api, i calabroni possono pungere più e più volte, iniettando così una quantità maggiore di veleno. Per essere letale questo veleno dovrebbe essere fornito da 100 calabroni maxi che pungono in contemporanea un essere umano.

Diverso è per chi ha una reazione anafilattica che può crearsi a seguito di una sola puntura. In Giappone questo determina tra i 30 e i 50 decessi l’anno.