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Un luogo virale ma molto pericoloso in Italia: cosa devi sapere se vuoi andarci

In Sicilia esiste un luogo dal fascino storico e fiabesco ma pericolosissimo da visitare. Occhio a non avvicinarvi troppo!

Sicilia (Foto pixabay)-Orizzontenergia.it

Le meraviglie d’Italia sono numerosissime ed alcuni luoghi conservano un fascino che sembra in grado di resistere immutato ai segni del tempo. Alcuni di questi luoghi, tuttavia, nonostante il fascino ancestrale, conservano anche un’alta percentuale di rischio qualora volessimo visitarli.

Il luogo in questione è una perla della Sicilia, a pochi chilometri da Palermo, una baia a picco sul mare raggiungibile solamente sfruttando scalinate ripidissime e percorsi impervi e rocciosi dove una caduta potrebbe costare cara. Ma non solo, la bellezza di questi posti si contrappone con l’opera dell’uomo che ha portato ad un inquinamento profondo tale da obbligare le istituzioni a vietare la balneazione.

Baia di San Cataldo, un paradiso inaspettato abbandonato a se stesso

Baia di San Cataldo (Foto instagram-rivazzurra_sicilia)-Orizzontenergia.it

La Sicilia è una delle regioni italiane maggiormente amate soprattutto in questo periodo, quando le sue meravigliose coste sono in grado di mostrare il loro aspetto migliore. Alcune insenature sono veri angoli di paradiso che racchiudono storia e bellezza ed uno di questi è senza dubbio la baia di San Cataldo, situata tra Terrasini e Trappeto.

All’apparenza la Baia di San Cataldo è un luogo idilliaco formato da una serie di gradini a strapiombo sul mare che offrono una vista mozzafiato mentre il suono delle onde accompagna il visitatore lungo un percorso storico e naturale. Qui nel 1314 si è svolto lo sbarco della flotta angioina, su una collina vicina si trova un bunker della seconda guerra mondiale e una chiesetta normanna raggiungibili tuttavia solo correndo parecchi rischi visto l’impervietá del percorso.

Ma nonostante questa ricchezza di fascino e storia la baia cela un segreto oscuro e sconvolgente, frutto dell’opera poco benevola dell’uomo. L’inquinamento in questa oasi e un problema grave e costante che ha origine dal fiume Nocella e dall’affluente Puddastri che attraversano i comuni di Terrasini, Partinico, Trappeto e Montelepre. La balneazione in questo luogo è resa impossibile e le colpe sono degli scarichi nocivi che avvengono nei due fiumi e che inquinano la costa.

sicilia Baia di San Cataldo foto instagram-simone.lazzara)-Orizzontenergia.it

Una situazione che continua da anni e che purtroppo non sembra essere in via di risoluzione. La bellezza storica di questo luogo, quindi, non solo non viene valorizzata mettendo in sicurezza il tragitto, ma viene ostacolata definitivamente anche dall’inquinamento del falde acquifere che perdura da decenni.

Senza dubbio questa baia meriterebbe un rispetto maggiore dato il suo valore storico e la sua bellezza, tuttavia ad oggi rappresenta ancora una parentesi nera sulla quale speriamo di far luce maggiore in modo che la consapevolezza e la responsabilità collettiva possa contribuire a smuovere le acque ed a rivalorizzare un luogo di encomiabile bellezza.

Mariano Orlacchio

Mariano Orlacchio nasce a Anzio nel 1990 conseguendo il diploma di maturità scientifica ad indirizzo scientifico tecnologico. Sin da piccolo si appassiona allo sport e alla scrittura. Con gli anni la sua estrema curiosità l’ha portato ad informarsi sempre di più nell’ambito sportivo e nel giornalismo conseguendo il tesserino professionale da pubblicista.

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