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Riscaldamento globale e tempo: occhio agli orologi, stiamo per spostare le lancette

Scoperta incredibile, secondo uno studio il riscaldamento globale inciderebbe sulla nostra percezione del tempo: cosa potrebbe accadere?

Percezione del tempo (Orizzontenergia.it)

I cambiamenti climatici hanno conseguenze sui nostri orologi? Gli scienziati hanno scoperto un collegamento incredibile tra surriscaldamento globale e percezione del tempo, una conseguenza fino ad oggi sconosciuta, probabilmente anche ignorata, ma che invece esiste. Conosciamo tutti le conseguenze drammatiche della crisi climatica.

Oceani dalle temperature più elevate, l’innalzamento delle acque, lo scioglimento dei ghiacciai, i periodi di siccità sempre più lunghi, la perdita di vegetazione, le temperature sempre più roventi. Insomma, gli effetti sono sotto gli occhi di tutti, con buona pace dei complottisti dotati di laurea social. Si tratta di una situazione drammatica e ormai fuori controllo. Ma ora c’è un’ulteriore scoperta.

La nuova scoperta: i cambiamenti climatici incidono sulla percezione del tempo

Orologio-sveglia sulla scrivania (Orizzontenergia.it)

Dunque, il cambiamento climatico influisce sul modo in cui calcoliamo il tempo? Come afferma il geofisico Duncan Agnew, docente all’Università della California e autore, insieme al suo team, dello studio pubblicato sulla rivista Nature, “stiamo assistendo a qualcosa mai accaduta prima nella storia del mondo”. Per calcolare il trascorrere del tempo, ci basiamo sulla rotazione della Terra.

L’unità di misura base è il secondo, che rappresenta una minuscola frazione del periodo impiegato dal nostro pianeta nella sua rotazione attorno al proprio asse. La velocità della rotazione, però, è instabile. Per questo motivo, gli scienziati, a un certo punto, hanno iniziato ad adottare come misura la risonanza degli atomi di cesio.

Si tratta di un orologio atomico, molto più preciso dei secondi. Tuttavia, per compensare questa stabilità nei nostri orologi, è stata introdotta l’aggiunta di un secondo ulteriore, chiamato “secondo intercalare”, in modo tale da riallineare l’ora con il movimento rotatorio del pianeta. Dal 1972 sono stati aggiunti ben 23 secondi.

Che cos’è il “secondo intercalare”, perché preoccupa gli scienziati

Ora, però, a causa dei cambiamenti del clima, la rotazione della Terra ha accelerato il passo. L’attrito delle maree oceaniche, la gravità del Sole, i terremoti, incidono sulla rotazione del pianeta che, a differenza di quella del nucleo, che invece rallenta, questa accelera. Dal 1999 ad oggi sono stati aggiunti altri 4 secondi intercalari.

Il problema subentra quando ci sarà la necessità di sottrarre secondi intercalari, al posto di aggiungerli, perché ciò potrebbe determinare il cosiddetto “caos informatico”, mandando in tilt comunicazioni, i satelliti, i sistemi informatici e molto altro ancora. Il surriscaldamento globale influenza la velocità di rotazione della Terra, rallentandola.

Lo scioglimento dei ghiacciai e l’aumento della massa di acqua negli oceani, che preme verso l’equatore, potrebbe ridurre il moto rotatorio del pianeta, e ciò eviterebbe di sottrarre il secondo intercalare. Nella sfortuna e nella condizione drammatica determinata dai cambiamenti climatici, si legge nello studio pubblicato, potremmo essere fortunati a non incorrere in un’eventualità del genere, totalmente ignota.

Secondo i calcoli, la sottrazione del secondo intercalare sarebbe dovuta subentrare già nel 2026, e invece eviteremo questo rischio, almeno per il momento, posticipando la sottrazione almeno al 2030. Questo lasso di tempo è importante perché darò modo agli scienziati di studiare meglio la questione.

Andrea Cerasi

Romano, laureato in Lettere all'Università La Sapienza di Roma, è autore di romanzi e saggi. Appassionato di ambiente e di sostenibilità, amante della natura e degli animali.

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