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L’Italia ha davvero bisogno dell’energia nucleare? La realtà fa riflettere

La domanda degli ultimi tempi è se l’Italia abbia davvero bisogno dell’energia nucleare: la realtà potrebbe essere terrificante.

Torri di raffreddamento impianto nucleare (Pixabay)

La domanda degli ultimi tempi è se l’Italia abbia davvero bisogno dell’energia nucleare: la realtà potrebbe essere terrificante. Se si tiene conto della dipendenza energetica bisogna fare una serie di considerazioni, alcune anche scomode. La strategia del nostro Paese è molto ambigua, perché se da una parte gode del sodalizio con l’Occidente, si nota anche un flirt con il Medio Oriente.

La dipendenza energetica è al centro di molte disamine perché da questa scaturiscono accordi e disaccordi. I rapporti con la Russia, fino a un mese fa piuttosto sereni, oggi si sono aggravati con la guerra in Ucraina. E pensare che proprio dalla Russia importavamo quasi il 30% del nostro gas. Ma cosa bisogna fare per essere indipendenti e non tenere più conto delle altre nazioni, in particolare della Russia?

Energia nucleare, la realtà sul territorio dell’Italia

Centrale nucleare in funzione (Pixabay)

Proprio nelle ultime settimana si è cominciato a parlare di nuovo di nucleare, dopo che, in Italia, il nucleare era stato dismesso da decenni. Il Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, ha fornito alcune dichiarazioni in merito alla scelta dell’energia nucleare. Insomma, l’Italia potrebbe tornare presto a riattivare le sue centrali nucleari, ma quali sono le conseguenze geopolitiche?

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Importiamo quasi l’80% di energia dall’estero, una cosa assurda. Praticamente, noi che siamo una delle potenze mondiali, ci comportiamo come se fossimo un piccolo Stato dipendente da altri. La Francia, ad esempio, genera il 70% dell’energia che le serve, noi soltanto il 20%. Questo perché la Francia sfrutta l’energia nucleare, a differenza nostra. L’azione adottata fino ad oggi dall’Italia è stata controproducente.

Questo perché, oltre a non generare energia nazionale, la compriamo da fuori. I prezzi, così facendo, sono molto più alti e non si ha indipendenza. Insomma, un conto è relazionarsi con altri Stati, un altro conto è dipendere da questi. Proprio la dipendenza energetica ci costringe ad adottare una soluzione alternativa: ossia tenerci buoni i vari accordi con le altre nazioni. Le relazioni internazionali sono fondamentali per l’Italia, che altrimenti rischierebbe di essere in deficit energetico e di fermarsi completamente.

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A questo punto, occorre darsi una svegliata, proseguire a stringere accordi e relazioni sia a ovest che a est, ma a che rendersi indipendenti. Occorre una effettiva transizione ecologica per ridurre i costi dell’energia, che sono i più alti in Europa, e convertirsi all’energia green, per migliorare efficienza e combattere i cambiamenti climatici. Allo stesso tempo, bisogna rendersi indipendenti, in che modo? Attraverso lo sviluppo dell’energia nucleare. Ma è davvero la scelta giusta? Lo sapremo soltanto in futuro.

Andrea Cerasi

Romano, laureato in Lettere all'Università La Sapienza di Roma, è autore di romanzi e saggi. Appassionato di ambiente e di sostenibilità, amante della natura e degli animali.

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