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Animali

F43 è morta, il mondo è incredulo. L’orsa è stata vittima di un’imboscata

Il mondo intero saluta l’orsa del Trentino scomparsa la scorsa notte a seguito di un’imboscata. Ecco cosa è successo 

F43 (Foto di Pavel Karásek da Pixabay)

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Nessuno ancora riesce a crederci, l’orsa F43 è morta. E purtroppo no di vecchiaia o di qualche malattia. Infatti l’animale è deceduta a seguito di una vera e propria imboscata che sarebbe dovuta servire ad anestetizzare per permettere la sostituzione del radiocollare.

F43 non ce l’ha fatta, cosa è successo

Orso bruno (Foto di Marcel Langthim da Pixabay)

I fatti sono avvenuti in Val di Concei quando l’orsa è morta a seguito della posizione assunta nella trappola tubo, dopo che è stata anestetizzata. Un’anestesia che sarebbe dovuto servire per sostituire il radiocollare che “indossava” da più di un anno.

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Il motivo di questo speciale collare è il complicato rapporto tra questi animali e il Trentino. Tanto che, più volte, sono stati definiti come problematici e, nonostante ciò, le richieste delle associazioni ambientalistiche sono state sempre inascoltate. Problemi che l’orsa F43, insieme al fratello M62, avrebbe creato nella zona e secondo la Guardia Forestale i due sarebbero responsabili di circa un terzo dei danni nella zona. E, proprio per questo motivo, fu dotata di questo accessorio. Ma come sottolineato da Massimo Vitturi della LAV l’orso, alla fine di conti, si comporta come l’animale che è. 

A seguito della posizione che F43 aveva assunto dopo essere stata anestetizzata, i veterinari hanno provato molte e più diverse manovre per rianimarla che, purtroppo, sono risultate inutili. Tra i responsabili, in qualche modo, la Provincia di Trento che voleva monitorare in maniera intensiva i soggetti ritenuti problematiche, per provare di modificarne il comportamento. Ma provare ad addomesticare questi animali è complicato e sfociano nella morte come avvenuto per l’orsa.

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La LAV riporta inoltre che la Provincia è autorizzata, nel momento in cui l’animale è trovato ad assumere comportamenti “problematici”, ad utilizzare due tentativi dissuasori, le pallottole di gomma e l’intervento di cani da orso. E come se non bastasse dopo due tentativi la Provincia ha il permesso a procedere con l’uccisione dopo un anno dal primo episodio critico.

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