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Raccolta funghi, patentino o permesso? Le regole per farla in sicurezza

Patentino o permesso, quali sono le regole da conoscere per la raccolta dei funghi in Italia: tutto quello che c’è da sapere.

Cestino pieno di funghi (Pixabay)

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In autunno scatta la raccolta dei funghi, e così tante persone, alcune anche impreparate, vagano per i boschi alla ricerca di questi organismi, con la speranza di preparare un piatto succulento. È una buona abitudine di trascorrere le giornate, magari la domenica, immersi nella natura. Una bella passeggiata in mezzo alla vegetazione sicuramente comporta tanti benefici.

Tuttavia, lasciando perdere per un momento la pericolosità di eventuali funghi velenosi e le conoscenza personali dell’avventore, quali sono le regole da seguire per non incappare in multe? In Italia esistono regole precise per la raccolta dei funghi, e sono studiate proprio per non devastare l’ambiente naturale, salvaguardando anche l’incolumità e la salute dei raccoglitori.

Le regole per la raccolta dei funghi, cosa bisogna sapere

Raccolta dei funghi (Pixabay)

Prima di tutto, occorre chiarire che ogni Regione ha le sue regolamentazioni, che riguardano alcuni aspetti, ma in linea generale, tutte rispondono a leggi nazionali. Le differenze che variano tra le singole Regioni riguardano soprattutto il numero di funghi che si possono raccogliere, gli orari e i giorni per andare a caccia di funghi, oppure i permessi che servono.

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Non bisogna mai dimenticare che sul nostro territorio ci sono tantissime varietà di funghi velenosi, alcuni addirittura mortali. Per muoversi tra i boschi, bisogna dare uno sguardo alla legge 352/93, che regola gli aspetti principali, quindi i limiti massimi di raccolta, comprese le dimensioni del singolo fungo, i comportamenti da adottare per non danneggiare l’ambiente, le autorizzazioni da richiedere, eventuali agevolazioni, i divieti di raccolta, le sanzioni e molto altro ancora.

Il limite massimo di raccolta è di 3 kg, in alcune Regione è anche inferiore. Inoltre, in tutta Italia non si possono raccogliere funghi di aspetto non chiaro, in modo tale da evitare avvelenamenti. Il patentino, per questa attività, non è previsto. Tuttavia, occorre frequentare dei corsi per ricevere un attestato. I corsi sono tenuti da associazioni, col permesso dell’ASL.

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La frequenza del corso si paga tramite bollettino, il costo varia in base alla Regione e a seconda della durata del corso. Per conoscere modalità, costi, ore di frequenza e programma, basta collegarsi sul portare dell’ASL di appartenenza, oppure consultare il sito internet delle associazioni che si occupano di questi corsi. Quando si svolgono queste attività, è sempre importante essere preparati, onde evitare eventuali problemi di infrazioni o di salute.

Andrea Cerasi

Romano, laureato in Lettere all'Università La Sapienza di Roma, è autore di romanzi e saggi. Appassionato di ambiente e di sostenibilità, amante della natura e degli animali.

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