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Pasta di semola di grano duro, le alternative all’attuale situazione di emergenza

Tutti amiamo la pasta di semola di grano duro ma sappiamo che esistono delle valide alternative altrettanto gustose ma utili per fronteggiare questa situazione di emergenza. 

ravioli ripieni – Pixabay

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E’ già da una settimana che si parla del Pasta Day, un giorno – il 25 ottobre – per festeggiare uno dei piatti maggiormente consumato in tutto il mondo: la pasta. Seppur ognuno con modalità e condimenti differenti, come le pennette alla vodka, un piatto consumato a Miami e che di italiano non ha nulla. Un qualcosa che stupisce visto che quando si pensa alla pasta ovviamente non si può non collegare tale pietanza all’Italia.

Del resto da diverse statistiche è emerso come il nostro Paese sia il primo consumatore al mondo: se ne mangia in media 23,5 kg in un anno, che sarebbero 1,4 milioni di tonnellate di pasta consumata ogni anno in tutto il Paese. Deteniamo un altro similare primato ovvero la produzione, oltre ad essere tra i primi esportatori: l’Italia controlla circa il 30% delle esportazioni globali. 

Pasta di semola di grano duro, le valide (e gustose) alternative

fettuccine all’uovo – Pixabay

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Per quanto concerne quindi la produzione di questo speciale alimento, ci riferiamo ovviamente alla pasta di grano duro, di cui se ne esporta il 35%. Del resto la maggior parte dei terreni coltivati in Italia è destinata ai cereali, pari infatti al 57% del totale, il 40% è dedicato proprio al grano duro per produrre la pasta, una cifra che facendo due calcoli arriverebbe ad 1,3 milioni di ettari. Seguono rispettivamente mais e grano tenero. Ma un evento storico quale appunto la guerra in Ucraina ha orientato negativamente questo trend per quanto riguarda i costi.

Secondo l’Istat infatti gli aumenti ad agosto erano pari a +25%. Il consumo negli anni di pasta è comunque aumentato in questi 10 anni ma si stanno già ventilando altre opzioni valide per sostituire la pasta di grano duro; alcune già a noi note e che fanno parte della tradizione culinaria del nostro paese come la pasta all’uovo – fettuccine – e quella ripiena, come ravioli e tortellini.

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Altre soluzioni invece sono “moderne” nel senso che hanno subito una proliferazione negli ultimi anni, quali ad esempio la pasta di farina integrale, mais e Kamut che attualmente costituiscono il 44% delle soluzioni alternative, la pasta senza glutine – 8% – e infine la semola insaporita nella misura ancora pari al 2%.

Maria Longo

Nata a Catania nel 1987. Conseguita la Laurea Magistrale in Giurisprudenza con una tesi dal titolo “Matrimonio omosessuale: un’analisi comparatistica”, intraprende il percorso forense tra divorzi, procedimenti in Corte D’Appello e Commissione Tributaria. Parallelamente muove i primi passi in ambito giornalistico collaborando con alcune testate locali e scrivendo articoli di diritto con analisi approfondita sulle pronunce più autorevoli della Corte di Cassazione. Appassionata di fotografia, non rinuncia mai alla sua reflex che viaggia con lei, alla ricerca di dettagli da immortalare. Lingue parlate inglese, francese e spagnolo.

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