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Transizione ecologica, sorgono i primi problemi: cosa sta accadendo

La transizione ecologica e i problemi connessi alla sua fattibilità e realizzazione: vediamo alcune riflessioni in merito

Miniere-Pixabay-collage OrizzontEnergia.it

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La transizione ecologica implica un profondo cambiamento di strategia a tutti i livelli e in tutti i settori. I presupposti sono legati chiaramente allo sviluppo delle fonti rinnovabili in alternativa all’utilizzo dei carbon fossili nella produzione di energia. Riduzione di emissioni di gas serra, raccolta dei rifiuti e riciclo dei materiali per creare l’economia circolare sono gli altri capisaldi sostenibili.

L’ottica individuata è condivisibile ed auspicabile per il raggiungimento di obbiettivi prefissati come la decarbonizzazione del Pianeta, il net-zero e la neutralità climatica. Tutto questo viene riassunto nel Green Deal, piano ambizioso che traccia le nuove politiche europee in materia ecologica, volto a realizzare la rivoluzione verde. A tutela della salute della Terra e di tutti noi. Ma cosa comporta nei fatti tale strategia sostenibile?

La transizione è sostenibile?

Centrale energia-Pixabay-OrizzontEnergia.it

La transizione ecologica ed energetica è indubbiamente necessaria e funzionale alla riduzione delle emissioni di CO2 dovute allo sfruttamento dei carbon fossili. Causa del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici, rimane l’obbiettivo prioritario per l’intero Pianeta.

Ma la cura può essere peggiore della malattia? Secondo il Giornale.it si e l’ingegnere minerario Brussato espone delle riflessioni allarmanti. Le sue considerazioni comprendono la problematica generata dall’impatto ambientale dell’industria estrattiva mineraria. In pratica per poter realizzare la transizione energetica attraverso lo sfruttamento delle fonti naturali sostenibili, è necessario estrarre tutta una serie di minerali che compongono le strumentazioni di fotovoltaico, eolico e idroelettrico.

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In effetti le pale eoliche sono fatte di acciaio e zinco, i pannelli solari hanno vetro e alluminio e le batterie comprendono nickel, cobalto e litio. Tutte queste componenti non sono infinite e la loro estrazione massiva ha un impatto negativo sull’ambiente che si vuole proteggere. Quindi per poter disporre delle fonti rinnovabili a tutela dell’ambiente, sono necessarie attività tali da mettere in serio pericolo quello stesso ambiente.

Ma non solo, c’è da considerare anche l’impatto sociale legato all’industria mineraria e ai suoi operai e minatori che ci lavorano. Risulta infatti alquanto stridente il pensiero del lavoro in miniera e la tutela ambientale. Appare quindi ben più complesso arrivare alle indispensabili riduzioni di emissioni di gas serra in favore di un ambiente sostenibile e preservato per tutto il Pianeta.

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Non è possibile arrivarci con le scorciatoie, ma è necessario avviare processi più impegnativi e soprattutto più lunghi. Grande importanza va riservata all‘economia circolare, basata sul recupero e il riciclo dei materiali di produzione con la riduzione dei rifiuti e dell’approvvigionamento di materie prime.

Inoltre prediligere modelli di sviluppo scientificamente validi come quello europeo che sta premiando in termini di riduzione di CO2 nell’atmosfera. E’ auspicabile dunque far arrivare tali metodologie anche nei paesi emergenti e in via di sviluppo per poter globalizzare le strategie migliori per attuare il giusto e corretto cambiamento in condivisione mondiale. Più scienza e meno ideologia per un vero processo di transizione ecologica ed energetica.

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