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Crisi climatica, diventeranno normalità i black out elettrici

La crisi climatica come causa dell’aumento dei black out elettrici che assumeranno una periodicità e saranno programmati: vediamo di cosa si tratta

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Che la crisi climatica sia un danno enorme per il nostro Pianeta e per tutti i suoi abitanti è un fatto assodato. Le numerose conseguenze dovute al riscaldamento globale, i cambiamenti climatici e le emissioni di gas serra stanno sconvolgendo la Terra. A tal proposito si è infatti avviata la cosiddetta transizione energetica per tamponare e fronteggiare la situazione deleteria in cui ci troviamo.

Le fonti rinnovabili rimangono l’unica risposta al gravoso problema. Ma non bastano. Solare, eolico ed idroelettrico ci consentono di produrre energia elettrica pulita e di ridurre le emissioni di CO2. La situazione geopolitica con il conflitto in Ucraina ha di fatto aggravato il problema scatenando l’aumento senza controllo dei prezzi delle materie prime energetiche. Bollette di luce a gas alle stelle quindi con evidenti problemi di approvvigionamento per molti paesi.

Il black out come extrema ratio

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In questo momento storico sono state avviate molte strategie per affrontare la situazione creatasi e una di questa è l’impiego sistematico e programmato dei black out. Il Sudafrica ne è un esempio con Johannesburg che interrompe per molte ore al giorno l’energia elettrica. Strategia per far fronte alle difficoltà di approvvigionamento si, ma obbligata anche dall’inadeguatezza delle infrastrutture della rete elettrica sudafricana.

Da tempo erano frequenti, ma adesso diventano essenziali per sopravvivere alla situazione di carenza di energia e alle eccessive temperature. Parliamo delle conseguenze del riscaldamento globale che hanno portato all’innalzamento considerevole delle temperature con numerose risultanze negative in molti settori e in molti ambiti.

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Una di queste risultanze è proprio l’aumento delle interruzioni elettriche non programmate in molti paesi. Le cause sono molteplici non ultimo un effettivo aumento della popolazione mondiale parallela all’aumento dei dispositivi alimentati con l’elettricità. La pandemia poi ha fatto aumentare esponenzialmente i consumi online.

Da qui un evidente e inevitabile sovraccarico delle reti elettriche in tutto il mondo con particolare disagio in quelle più vecchie e fragili, non certo pensate per carichi di questa portata. La crisi in Ucraina sommata con la crisi climatica e quella energetica hanno determinato un punto di non ritorno, aggravando e di molto la già precaria situazione.

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Gli sconvolgimenti climatici con le temperature impazzite che alternano periodi di siccità preoccupanti con stagioni molto fredde, contribuiscono all’aumento del consumo di energia elettrica. Uno degli effetti è proprio il sovraccarico della rete e le interruzioni del servizio elettrico.

E’ recente la situazione disastrosa avvenuta nel 2021 in Texas a febbraio, quando una bufera di neve causò una interruzione elettrica che fece piombare al buio milioni di persone. In quello Stato americano si parlò anche della possibile colpa delle fonti rinnovabili integrate nel sistema, pensando ad una loro possibile inaffidabilità.

In realtà probabilmente è vero esattamente il contrario. Le fonti rinnovabili, in un periodo di aumento di richiesta di energia elettrica rappresentano una valida risposta alternativa e di supporto al problema di approvvigionamento. Diventa quindi importantissimo e non più rimandabile l’ammodernamento di reti e infrastrutture per garantire la produzione elettrica adeguata anche e soprattutto con l’apporto dato dalle rinnovabili.

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