Sanatoria senza demolizione per gli abusi edilizi, come fare e quanto costa

È possibile richiedere la sanatoria per abusi edilizi, senza ricorrere alla demolizione dell’immobile: vediamo cosa bisogna sapere.

Geometri esaminano regolarità di un edificio (Canva) – Orizzontenergia.it

Spesso, quando un immobile risulta abusivo, la regola vuole che questo venga demolito. Tuttavia, ci sono casi in cui si può ricorrere alla sanatoria, senza demolizione della struttura, procedendo alla messa in regola. Ad esempio, un caso è rappresentato dall’aumento di superficie o di volumetria di una abitazione, entro un limite di tolleranza che per legge deve essere di massimo il 2%.

Come sottolinea la Corte di Cassazione, però, ci possono essere dei casi in cui un immobile abusivo possa essere regolarizzato tramite sanatoria, rispettando comunque precise condizioni. La sentenza dell’11 gennaio 2023, infatti, prevede una sanatoria, ma solo su edifici non soggetti a particolari vincoli paesaggistici o a regole urbanistiche. Come e quando richiederla?

Come e quando richiedere la sanatoria per abusi edilizi senza che la struttura venga demolita

Abitazione demolita (Canva) – Orizzontenergia.it

Naturalmente, per richiedere la sanatoria, bisogna prestare attenzione al tipo di edificio. Questo, infatti, deve essere in regola con le normative urbanistiche, sia in quelle che esistevano quando è stato costruito, e sia per quelle valide nel momento in cui si richiede la sanatoria. Inoltre, occorre chiarire che, anche nel caso in cui venisse approvata la conformità, non si estinguono gli eventuali reati commessi.

Tra i reati maggiormente frequenti sono quelli della violazione delle norme antisismiche, oppure quelli che deturpano paesaggi. Dunque, prima di richiedere la sanatoria, occorre estinguere tutti i reati. Un abuso edilizio è punibile con ammenda, talvolta anche con la detenzione. Inoltre, si ha l’obbligo di demolizione dell’immobile, per ripristinare il paesaggio come era prima della sua costruzione.

Il tutto, bisogna effettuarlo entro un limite di tre mesi. Se non si rispettano le normative, il Comune di appartenenza acquisisce la proprietà dell’area. Il reato di pena per abuso edilizio prevede sanzioni che possono arrivare a oltre 10 mila euro, in caso di violazione delle norme urbanistiche e paesaggistiche.

Come si procede a regolarizzare un immobile

Planimetria di un immobile (Canva) – Orizzontenergia.it

Altrimenti, si paga con due anni di carcere e una multa di oltre 50 mila euro in caso di lavori effettuati senza alcuna autorizzazione. I responsabili dell’abuso edilizio sono il proprietario di casa, il costruttore e la ditta che si è occupata del lavoro. Tutte le persone coinvolte sono chiamate a dividere le spese per la demolizione e a pagare le multe.

La polizia municipale è addetta al controllo degli abusi, mentre il Pubblico Ministero, in seguito, valuta la situazione e prende la sua decisione. Anche i singoli cittadini possono riferire alla polizia municipale eventuali illeciti, magari da parte dei vicini. La prescrizione del reato penale di abuso edilizio scatta a 4 anni dal compimento dell’abuso stesso. L’illecito amministrativo, invece, non cade mai in prescrizione, quindi una struttura può essere sempre demolita.

Casa stretta tra le mani (Canva) – Orizzontenergia.it

Ma quando richiedere la sanatoria? Tramite il pagamento delle sanzione, si procede a regolarizzare l’immobile, rinnovando il piano regolatore dell’area. Per gli abusi minori, si può procedere presentando la CILA in sanatoria. Per la sanatoria di abuso edilizio, inoltre, si deve richiedere la sanatoria strutturale al Genio civile.

Quando si acquista o si eredita un immobile che presenta abusi edilizi, è necessario fare la sanatoria entro tre mesi. Per verificare la regolarità di un edificio, è necessario accertare il titolo abitativo presso il Comune, controllando che sia tutto ok. Per capire se sono state fatte modifiche piccole all’immobile, bisogna richiedere l’intervento di un geometra, il quale confronta la planimetria originale con lo stato attuale dell’immobile.