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Lifestyle

Vivere di autoproduzione oggi è possibile o no: facciamo due conti

C’era un tempo in cui l’autoproduzione era la normalità, poi il mondo è cambiato, ma oggi è ancora possibile vivere di autoproduzione?

Erbe aromatiche coltivate in balcone (Canva) – Orizzontenergia.it

Un tempo, neanche troppo lontano, le famiglie vivevano dei prodotti che producevano in casa, e l’autoproduzione era la normalità. Poi, con l’industrializzazione, l’avvento delle fabbriche e della tecnologia, e poi con la globalizzazione, tutto il mondo è cambiato. Il concetto di autoproduzione ha iniziato, di anno in anno, a perdere di significato, fin quasi a scomparire.

Autoprodursi significa essere maggiormente sostenibili, rispettare l’ambiente, essere genuini, ma si tratta di un concetto, più altro di uno stile vita, ancora oggi attuabile? In epoca industrializzata e digitalizzata, sembrerebbe di no, o almeno, sembrerebbe una cosa molto difficile da attuare, se non folle. Qualcuno, però, ha deciso di tornare alle origini, diventando autosufficiente.

Vivere di autoproduzione: follia o opportunità per migliorare il futuro dell’ambiente

Piante in casa (Canva) – Orizzontenergia.it

Il punto di partenza, per vivere di autoproduzione, è ovviamente la terra. La coltivazione della terra permette di portare in tavola prodotti genuini. Per farlo, occorre conoscere le tecniche di coltivazione, saper interagire con la natura, interpretare il clima, e inoltre occorre spendere tanta fatica e avere tanta pazienza. Si tratta di una scelta ecologica, ma è pensabile, per una persona di questa era, non entrare più al supermercato per fare la spesa?

Sinceramente, è impensabile, perché serve sempre qualcosa che è impossibile produrre in casa. Tuttavia, almeno per quanto riguarda frutta e verdura, si potrebbe tentare. In questo modo, si ridurrebbero i consumi e gli sprechi, si ridurrebbero anche i rifiuti prodotti e si abbatterebbe l’inquinamento legato all’agricoltura. In più, si mangerebbe cibo sano e salutare.

Ma il percorso per l’autosufficienza non è semplice, è indispensabile avere un terreno e saper coltivare o allevare animali. Non tutti possono permettersi di avere un terreno proprio, ma ci sono alternative valide. Ad esempio, in balcone si può ricreare un mini orto, con tutte le piante che occorrono, tra frutta, verdura e ortaggi. Tra l’altro, le erbe che si coltivano si possono poi sfruttare anche come ingredienti per creare cosmetici.

Frutta e ortaggi in terrazzo (Canva) – Orizzontenergia.it

Un altro aiuto, invece, è fornito dagli orti comunitari, che sono sempre più diffusi nelle città. Questi permettono ai cittadini di una zona di coltivare e raccogliere prodotti sani. Li chiamano orti urbani, e sicuramente sono un valido aiuto per tutti. Comunque sia, anche gli spazi più limitati si possono sfruttare alla grande. In balcone si possono coltivare tranquillamente cavoli, cavolfiori, zucchini, pomodori, insalate, rucole, carote, aglio, melanzane e tanto altro.

Tra le piante aromatiche abbiamo basilico, rosmarino, menta, prezzemolo, erba cipollina, timo, salvia, aneto, peperoncino. Con la frutta, oltre a raccogliere i frutti freschi, la si può sfruttare per la preparazione di marmellate. Gli scarti dell’orto, al posto di essere buttati via, si possono recuperare per la concimazione. Niente sprechi. Vivere autoproducendosi è possibile, è difficile ma possibile. Dopotutto, nel mondo il 70% della popolazione vive ancora di autoproduzione. È il modello occidentale che è diverso e che quasi non lo permette.

Andrea Cerasi

Romano, laureato in Lettere all'Università La Sapienza di Roma, è autore di romanzi e saggi. Appassionato di ambiente e di sostenibilità, amante della natura e degli animali.

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