Semi di finocchio, un’esplosione di benessere: per cosa sono utili

Variare la propria alimentazione è indispensabile e se ancora non li hai mai provati devi aggiungere i semi di finocchio perché, oltre ad essere estremamente gustosi e sfiziosi, questi piccoli e aromatici alleati della cucina sono anche ottimi per la salute.

semi di finocchio
Conosci i benefici dei semi di finocchio? (orizzontenergia.it)

Tante volte le cose più piccole sono quelle che fanno più bene al corpo. E una dieta bilanciata, come consigliano gli esperti nutrizionisti, è una dieta che deve comprendere necessariamente tutte le categorie di cibo, compresi anche i semi. Non si tratta infatti di uno spuntino per volatili da gabbia ma di un ingrediente che può essere utilizzato in molti modi. I semi, data proprio la loro funzione in natura, sono infatti ricchissimi di sostanze nutritive che fanno bene all’organismo e che non vanno quindi lasciate sullo scaffale.

Probabilmente se ti è mai capitato di preparare qualche insalata a base di arance avrai istintivamente aggiunto anche un po’ di semi di finocchio. Ci sono diverse tradizioni e ricette che contemplano l’aggiunta dei semi di finocchio alle preparazioni in cui si trovano gli agrumi o anche in quelle in cui sono presenti direttamente le piante già mature. Ma oltre al sapore così particolare forse non sai tutto ciò che c’è dentro questi piccoli semi grigiastri all’apparenza così anonimi.

Un concentrato di vitamine, mai più senza semi di finocchio

donna dolori intestino
Semi di finocchio contro la IBS?(orizzontenergia.it)

L’utilizzo dei semi di finocchio in cucina è di solito dettato dalla tradizione culinaria locale o quella di famiglia. Ma si tratta di qualcosa di più e di diverso. Diversi studi hanno infatti collegato almeno in parte la quantità, elevatissima, di vitamina A presente nei semi secchi di finocchio con un miglioramento della vista. Una pubblicazione apparsa sulla National Library of Medicine degli Stati Uniti parla invece degli effetti degli estratti di semi di finocchio a livello di intestino e in particolare nei meccanismi denominati STAT, ovvero quelle interazioni tra proteine responsabili della moltiplicazione delle cellule oppure della loro trasformazione in cellule tumorali.

E come ricordato in apertura di questo studio, dalla notte dei tempi il genere umano ha utilizzato i semi di finocchio come soluzione ai problemi dell’apparato digerente mentre in Medio Oriente, per esempio in Iran, il finocchio è utilizzato anche come trattamento alternativo alla sindrome del colon irritabile. È proprio sul colon irritabile si è concentrato questo studio per vedere se effettivamente un estratto a base di semi di finocchio può avere modo di agire come protezione contro l’infiammazione che provoca poi la malattia. Ma che cosa c’è dentro i semi di finocchio? Questi semi così interessanti contengono fibre nonché vitamina C, calcio, ferro e magnesio e poi potassio e manganese. L’ideale è consumarli secchi dato che contengono una percentuale maggiore di nutrienti.

Altri segreti dei semi di finocchio

Prima di passare a vedere un modo gustoso per aggiungerli alla tua dieta vale la pena segnalare che i semi di finocchio contengono anche un’alta percentuale di polifenoli tra cui l’apigenina e la quercetina. E proprio la presenza di oli essenziali, in totale 87 tra quelli volatili, in alcuni studi è legata a quanto pare a una diminuzione del rischio per esempio di malattie cardiache, di cancro e addirittura di diabete di tipo 2. Un altro studio ha scoperto che invece il consumo di semi di finocchio può aiutare anche nelle diete, dato che riduce il senso di fame. Ma come consumare i semi di finocchio al meglio? Per evitare di rovinare o diminuire le proprietà di questi semi così straordinari, un ottimo modo è quello di cospargere l’insalata di una manciata di semi oppure di usarli tritati da spargere sui piatti insieme al formaggio. In alternativa è sempre possibile creare un decotto (magari aggiungendo anche un po’ di echinacea) con un cucchiaio di semi secchi lasciati immersi in acqua calda, non bollente, per almeno un quarto d’ora.