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Cosa vedere a Peccioli: così è diventato il borgo più bello d’Italia

Nominato borgo più bello d’Italia del 2024, Peccioli è una gemma dello Stivale. Il paesino è un museo a cielo aperto: vediamo insieme cosa scoprire se si approda in questa meraviglia del Bel Paese, in cui edifici antichi si mescolano con sculture contemporanee.

Peccioli, il borgo (Orizzontenergia.it)

L’Italia è ricca di borghi da batticuore, sparsi per tutto lo Stivale. Da quelli di montagna, a quelli marini, ce n’è per tutti i gusti: nel cuore della Toscana è custodito Peccioli, una meraviglia unica che può fregiarsi del titolo di borgo d’Italia del 2024, riconoscimento proclamato da Camila Raznovich nell’ambito della trasmissione “Kilimangiaro” in base ai voti del pubblico, in occasione di Pasqua.

Peccioli ha conquistato l’importante riconoscimento, seguito da Badolato, in Calabria, e dopo da Grazie, in Lombardia, posizionati reciprocamente al secondo e terzo posto (scopri qui un borgo dove si vive senza energia elettrica).

Peccioli: il borgo museo più bello del 2024, le peculiarità

Peccioli, il borgo (Orizzontenergia.it)

Custodito nella splendida cornice della Toscana, Pecciolo si trova in provincia di Pisa e conta 4.600 abitanti. Incastonato nella valle d’Era, si tratta di un angolo di bellezza travolgente, dall’impronta medioevale. Articolato tra chiassi, pittoreschi vicoli ripidi, è noto per la sua Torre campanaria, suo simbolo.

Il borgo è un museo a cielo aperto, grazie all’integrazione tra la cittadina e le installazioni contemporanee sparse a ogni angolo, capace di creare contrasti ricchi di fascino (scopri il borgo più misterioso d’Italia).

Peccioli, paese delle meraviglie: cosa vedere

Oltre agli edifici storici, Peccioli è un concentrato di arte contemporanea. Museo a cielo aperto, tra i suoi spazi spiccano installazioni e statue frutto del lavoro di molti artisti, durato 30 anni.

In particolare, si possono contemplare delle maxi sculture realizzate in poliuterano espanso, presenti nella discarica del borgo: le opere sono parte di un progetto virtuoso, che pone l’accento sulla gestione dei rifiuti. Le sculture sembrano dominarli dando vita a uno spettacolo onirico e suggestivo.

Altra attrazione è una gigantesca passerella colorata, frutto del genio creativo di Patrick Tuttofuoco e lunga 136 metri, grazie alla quale il paese si unisce alla zona dei parcheggi.

“Gli occhi degli abitanti” è un’altra installazione dal forte impatto che domina un muro del borgo animato dai volti da foto degli sguardi dei suoi abitanti: l’installazione è stata realizzata da Vittorio Corsino ed è collocata in via Borgherucci. Una tappa immancabile poi è la “Terrazza sospesa”, dal panorama mozzafiato, parte del Palazzo senza Tempom nell’antichità sede di una fattoria.

Virginia Grozio

Classe 1990, giornalista pubblicista. Sono laureata in Scienze Politiche e in Informazione, Editoria e Giornalismo presso l'Università degli Studi di Genova. Da anni scrivo per molteplici testate online e cartacee. Nel mio lavoro da redattrice amo usare le parole per raccontare il mondo che ci circonda. Sono interessata in particolare alle tematiche riguardanti la sostenibilità, la moda e il benessere a 360 gradi.

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