Aprile è iniziato, ma in alcune zone d’Italia sembra ancora pieno inverno: neve e interventi urgenti stanno cambiando il volto del Centro-Sud.
C’è qualcosa di strano nel vedere paesi sommersi dalla neve mentre il calendario dice primavera. Eppure è proprio quello che sta succedendo tra Molise e Abruzzo, dove il maltempo degli ultimi giorni ha riportato scenari tipici di gennaio, non certo di inizio aprile.

Il ciclone Erminio sta colpendo con forza diverse regioni del Centro-Sud, portando piogge insistenti e nevicate abbondanti anche a quote non così elevate. Le conseguenze si stanno facendo sentire ovunque: smottamenti, allagamenti, alberi abbattuti e strade rese impraticabili. I Vigili del fuoco sono stati chiamati a intervenire decine e decine di volte, segno di una situazione tutt’altro che semplice da gestire.
Tra le immagini che stanno circolando, ce ne sono alcune che colpiscono più di altre. Auto completamente sepolte, ingressi delle case irraggiungibili, strade trasformate in veri e propri tunnel di neve. Scene che fanno quasi dimenticare che siamo in primavera.
Capracotta sotto oltre un metro e mezzo di neve
Il caso più evidente arriva da Capracotta, in provincia di Isernia. Qui, a oltre 1.400 metri di altitudine, la neve ha superato il metro e mezzo in pochi giorni. Un accumulo importante anche per una località abituata agli inverni rigidi.
La differenza, questa volta, è il periodo. Perché nevicate così abbondanti ad aprile non sono affatto la norma. E infatti la situazione ha creato non pochi disagi: spostarsi è diventato complicato, in alcuni casi impossibile, e molte abitazioni sono rimaste isolate.

Chi vive lì sa cosa significa convivere con la neve, ma quando arriva così all’improvviso e con questa intensità, cambia tutto. Anche le abitudini più semplici diventano difficili da gestire.
Hotel isolati e intervento dell’esercito
La situazione più delicata si è registrata a Passolanciano, nel cuore della Maiella. Qui diverse strutture ricettive sono rimaste completamente isolate, circondate dalla neve e senza collegamenti praticabili.
In un hotel, tredici persone si sono ritrovate bloccate senza possibilità di uscire. A quel punto è stato necessario l’intervento dell’Esercito, con il Nono Reggimento Alpini, che ha lavorato per liberare le strade dagli alberi caduti e dagli accumuli di neve.
Solo dopo questo intervento è stato possibile evacuare gli ospiti, con il supporto anche dei mezzi Anas. Gli impianti sciistici, paradossalmente, sono stati chiusi proprio a causa dell’eccesso di neve.
Non è stato un caso isolato. Altri hotel, appartamenti e case vacanza sono rimasti irraggiungibili, mentre alcune zone sono state completamente tagliate fuori, senza energia elettrica e gas.
Paesi isolati e servizi in difficoltà
In alcune aree del Chietino la situazione è diventata ancora più complessa. Centri come Colledimezzo e Fraine si sono ritrovati isolati, con collegamenti difficili e servizi ridotti al minimo.
In un’altra struttura, nella zona di Santa Maria, sei persone sono state evacuate con mezzi cingolati, gli unici in grado di muoversi su strade ormai impraticabili.
Quando succedono episodi così, ci si rende conto di quanto siano fragili certi equilibri. Basta poco, a volte, per interrompere tutto: luce, riscaldamento, spostamenti.
Cosa succede ora
La Protezione civile ha parlato chiaramente, lanciando un’allerta rossa per queste zone. Le condizioni meteo sono state estreme, generate dall’incontro tra aria fredda proveniente dal Nord Europa e correnti più miti in risalita dall’Africa.
Un contrasto che ha creato temporali violenti, nevicate fuori stagione e mareggiate lungo l’Adriatico.
La buona notizia è che, secondo le previsioni, la situazione dovrebbe iniziare a migliorare già dalle prossime ore. L’arrivo dell’anticiclone dovrebbe riportare stabilità e temperature più in linea con il periodo.
Resta però quella sensazione un po’ strana. Aprile è appena iniziato, ma in alcune zone sembra che l’inverno non abbia ancora intenzione di andare via.





