Un ponte tra scafo e orizzonte. Così suona la nuova idea di viaggio: sali a bordo, ma la storia comincia anche a terra, tra mercati, musei, albe che non finiresti mai. Luigi Stefanelli di Costa ti guarda negli occhi e dice: lasciamo più spazio al tempo giusto, non solo al tempo “giusto in tabella”. E all’improvviso il mare si allarga, diventa ritmo, racconto, scelta personale.
Costa Crociere: La nuova era degli itinerari tra mare e terra – Un’intervista con Luigi Stefanelli
Lo incontriamo a bordo, in un pomeriggio che profuma di sale. Luigi Stefanelli, Vice President Worldwide Sales di Costa Crociere, parla piano. Sceglie verbi semplici. E mette al centro una parola che ricorre: itinerari. Ma non quelli di sempre. Quelli che ti portano fuori dalla nave, dentro una città, senza fretta.
Dice che il mercato è cambiato. Le persone chiedono esperienze chiare, orari sensati, soste che abbiano un perché. Il settore lo conferma: dopo il 2019, i numeri globali della crocieristica sono tornati e in molti casi hanno superato i livelli pre-pandemia. La sfida ora è la qualità del tempo, non solo la quantità di scali.
Dove il mare incontra la terra
Si parte da un’idea semplice: collegare il “wow” del ponte con il “perché” della banchina. Più soste prolungate quando ha senso. Escursioni in gruppi contenuti. Guide locali selezionate. E orari armonizzati con la luce. È qui che spunta l’immagine che fa brillare gli occhi: la Golden Hour nella baia di Rio de Janeiro. Arrivo calibrato, tender veloci, un punto panoramico già prenotato, e il Pão de Açúcar che si incendia di arancio. Non è solo romanticismo: è logistica fatta bene.
A metà conversazione, Stefanelli svela il cuore del nuovo corso: disegnare itinerari ibridi che tengono insieme cielo, mito e città vive. Una “crociera dell’eclissi”, per esempio. La rotta si allinea ai grandi eventi celesti attesi tra il 2026 e il 2027. I dettagli commerciali non sono ancora pubblici: l’azienda li confermerà in base alle finestre astronomiche e ai porti disponibili. Ma l’idea è limpida. Portarti nel punto giusto, nell’ora giusta, con strumenti semplici per vivere quel minuto di buio come fosse tuo.
Poi il gioco del mito. Una proposta ispirata ad Atlantide. Niente promesse roboanti: la traccia di Atlantide diventa filo narrativo per collegare Azzorre, Canarie, Madeira, e le sponde del Mediterraneo occidentale. Archeologia, vulcani, oceano. Il racconto ti tiene per mano senza trasformarsi in teatro. Qui la fantasia è cornice, non copione.
E i grandi classici? Restano. Il Giro del Mondo continua come tradizione di casa. Tappe lunghe, passaggi iconici, la gioia quasi infantile di segnare le rotte sul mappamondo della sala carte. C’è chi parte per celebrare un traguardo, chi per ritrovarsi. In entrambi i casi, il tempo a terra non è riempitivo: è capitolo centrale.
Tecnologia, sostenibilità, persone
Dietro le quinte c’è anche tecnica. Le ammiraglie Costa Smeralda e Costa Toscana navigano a GNL. Significa minori emissioni di ossidi di zolfo e particolato rispetto ai combustibili tradizionali, e un passo concreto nella direzione giusta. Dove i porti lo consentono, cresce l’uso della connessione elettrica da banchina. Non è un traguardo finale, è un percorso. Ma il segnale è chiaro.
Sul territorio, Costa lavora con partner locali per creare esperienze a terra che lasciano ricadute reali. Artigiani, ristoratori, guide certificate. Meno corse, più valore. Anche per chi vive nei luoghi visitati.
Resto qualche minuto sul ponte. Penso a un’alba sulle Eolie, al profilo di Rio, a un’eclissi che fa spegnere il mare per un attimo. Viaggiare così non chiede eroismi. Chiede una scelta: quale luce vuoi inseguire quando scendi a terra, e quale vuoi portare di nuovo a bordo?