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Piante C4, il loro “potere” è immenso. Sono fantastiche alleate, scopri in cosa

L’elenco delle piante C4, ovvero quelle che divorano l’anidride carbonica, eliminando inquinamento e tossine nell’atmosfera, per una vita più sana.

Grano, distesa (foto da Pixabay)

L’elenco delle piante C4, ovvero quelle che divorano l’anidride carbonica, eliminando inquinamento e tossine nell’atmosfera, per una vita più sana. La fotosintesi è il processo attuato dalle piante per produrre glucosio a partire da acqua e anidride carbonica. Come fonte di energia si sfrutta la luce solare, assorbita da un particolare pigmento fotosensibile, la clorofilla. Durante questo processo, avviene produzione non solo di glucosio ma anche di molecole di ossigeno.

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L’ossigeno, quindi, può essere considerato un prodotto di scarto del processo di fotosintesi. Milioni di anni fa, l’atmosfera del nostro pianeta era prevalentemente costituita da anidride carbonica. Con l’evoluzione che ha portato all’affermarsi degli organismi fotosintetici, l’atmosfera sul nostro pianeta ha iniziato a cambiare, portando a una prevalenza di ossigeno. La conseguenza è stata il mutamento dell’habitat sulla Terra.

Vivere meglio con le piante C4, divorano l’anidride carbonica

Il sorgo, piantagione (foto da Pixabay)

Una conseguenza di questo fenomeno è stata la graduale estinzione di alcune specie abituate a respirare anidride carbonica. Al contrario, si sono evoluti sempre di più organismi resistenti al cambiamento di atmosfera. Il processo di fotosintesi clorofilliana è rimasto uguale sin dagli albori della Terra. Dal momento che l’ossigeno è un prodotto di scarto di tale processo, è come se le piante, svolgendo la fotosintesi, vivessero tra i loro “rifiuti”.

Alte concentrazioni di ossigeno nell’aria e basse quantità di anidride carbonica non sono proprio un contesto ideale per alcune piante. Un po’ come per noi esseri umani: non sarebbe ideale vivere in mezzo ad alto contenuto dei nostri rifiuti. Potrebbe inoltre succedere che, in condizioni di scarsità di acqua e di temperature particolarmente alte, le piante scambino l’ossigeno per l’anidride carbonica. In questo caso subiscono forti danni all’interno del loro organismo.

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La sopravvivenza di alcune piante anche in ambienti non ideali

Cyperus (foto da Pixabay)

La natura però è sempre sorprendente e, per preservare alcune specie, ha fatto sì che si evolvessero dei meccanismi per consentire loro la sopravvivenza anche in ambienti non ideali. Si tratta di un sistema di pompaggio differente che permette alle piante di avere una maggiore concentrazione di anidride carbonica attorno ai centri di reazione del processo di fotosintesi.

Tale sistema di pompaggio ha iniziato a svilupparsi in natura circa 35 milioni di anni fa, quando stava avvenendo il cambiamento della composizione dell’atmosfera. Questo sistema permette di classificare le piante in 2 tipologie differenti: le piante C3 e le piante C4. Le piante C4 differiscono dalle C3 per la formazione di un composto intermedio costituito da 4 atomi di ossigeno invece che da 3.

Piante C3 e piante C4, le differenze

Piantagione di zucchero d canna (foto da Pixabay)

La produzione di 4 atomi di ossigeno in questo step intermedio del processo di fotosintesi, permette di ridurre al minimo il consumo di acqua e di avere una evapotraspirazione minima. Attraverso questo processo è come se le piante, durante le ore notturne, siano in grado di “respirare” e ridurre al minimo la perdita di acqua. In virtù di ciò, durante le ore diurne, e quindi in esposizione alla luce solare, queste piante sono in grado di fissare il carbonio.

Cleome (foto da Pixabay)

Le piante C3 raggiungono maggiori prestazioni di fotosintesi intorno ai 20° e con un’esposizione a una luce di moderata intensità, quindi in ambienti con clima temperato. Le piante C4, invece, hanno bisogno di temperature molto più elevate, 40° è l’ideale e di un’elevata intensità luminosa. Sono quindi piante che vivono al meglio in ambienti molto aridi. Ma le piante C4 non sono presenti in natura in grandi quantità.

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Queste costituiscono, infatti, solo il 3% della flora globale. Una percentuale davvero molto bassa. Eppure, sono importantissime. Nonostante la loro presenza limitata sul nostro pianeta, sono responsabili del 20% di assimilazione di anidride carbonica totale. Alcuni esempi di piante note e di diffusione comune di tipo C4 sono il mais, il sorgo e la canna da zucchero. Altri tipi di piante C4 identificate sul nostro pianeta che sono di tipo ornamentale, sono elencate di seguito, in ordine alfabetico:

  • Alternanthera, questo tipo di piante hanno origine e principale diffusione in Messico e Sudamerica
  • Amaranthus, presente sia nelle regioni con clima temperato che nelle zone del pianeta con clima tropicale
  • Atriplex, piante presenti principalmente lungo le coste e nelle zone paludose di acqua salata
  • Cleome, si tratta di un tipo di pianta originaria del Brasile. Crescono su terreni sabbiosi, quindi molto aridi e valli montuose delle aree tropicali
  • Cyperus, favoriscono ambienti umidi e quindi tutte le aree tropicali e subtropicali
  • Portulaca, piante originarie delle colline semiaride dell’Africa meridionale
Andrea Cerasi

Romano, laureato in Lettere all'Università La Sapienza di Roma, è autore di romanzi e saggi. Appassionato di ambiente e di sostenibilità, amante della natura e degli animali.

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