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Alimenti superstiti del riscaldamento globale. Quali sono e perché guardano al futuro

Il riscaldamento globale sta condizionando la natura, molti alimenti spariranno, altri saranno superstiti, quali mangeremo in futuro?

Cucina giapponese, alga e pesce (Pixabay)

Il riscaldamento globale sta condizionando la natura, molti alimenti spariranno, altri saranno superstiti, quali mangeremo in futuro? Bisogna prendere atto che il pianeta sta cambiando, e la colpa è in gran parte dell’uomo e delle sue attività scriteriate. Non solo i cambiamenti climatici incidono profondamente su allevamento e agricoltura, ma anche il sovraffollamento.

Il sovraffollamento del pianeta è un problema serio e di cui si parla pochissimo. Siamo troppi e consumiamo troppe risorse, e la cosa peggiorerà nei decenni futuri. Tra qualche tempo, sarà praticamente impossibile rispettare la dieta che conosciamo, e dovremo adeguarci. Cosa mangeremo in un futuro non troppo lontano?

Il cibo del futuro, cosa mangeremo tra qualche decennio

Radici di manioca (Pixabay)

Tra gli alimenti che consumeremo in gran quantità, sicuramente troviamo il miglio, fonte di proteine, di carboidrati e di minerali, in particolare magnesio, fosforo e potassio. Lo potremo usare nelle farine integrali, senza glutine, per preparare pasta, patatine o birra. Un altri cibo che sarà diffusissimo è il pisello bambara, o pisello macinato, originario dell’Africa occidentale.

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Questo, si consuma sia fresco che cotto, ed è fonte di fibre, proteine e minerali. Potremo cucinare i piselli macinati per l’arrosto o per il bollito, ma anche nel latte senza lattosio. E poi dovremo puntare sulle alghe, ricche di vitamine e di minerali. Sono eccellenti antiossidanti, ottime per le insalate, le salse, i frullati, ma le loro proprietà sono perfette anche per i prodotti cosmetici.

Fiori del banano (Pixabay)

Un altro cibo che consumeremo sempre più spesso è il cosiddetto falso banano, ossia l’ensete, che assomiglia molto al banano vero. Questa pianta si coltiva non per i suoi frutti o per i suoi fiori, ma per le sue radici tenere. Un piatto tipico dell’Africa centrale, fonte di minerali e di carboidrati. Si usa per preparare il pane o le zuppe, mentre le foglie sono usate per le costruzioni.

Infine, troviamo la manioca, originaria del Sud America, si tratta di una pianta succulenta coltivata per le sue radici commestibili. Priva di glutine e ricca di amico, è fonte di carboidrati e di vitamina C. Si utilizza in cucina per preparare zuppe, infusi e tanti altri piatti. Come abbiamo potuto osservare, il consumo di carne e di pesce, e anche tutti i derivati animali, sarà ridotto drasticamente. Significa che, in futuro, dovremo tutti adottare una dieta differente rispetto a quella che conosciamo.

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Le risorse di oggi cominceranno a scarseggiare, ci avvicineremo sempre più a diete prive di glutine e a base vegetale (il che non è certo un male, per il pianeta e la nostra salute). La carne sarà sempre più limitata, per svariati motivi, almeno quella che consumiamo noi, mentre si diffonderà sempre più un tipo di carne che noi occidentali guardiamo con sospetto. Insetti e aracnidi saranno sempre più cucinati sulle nostre tavole.

Andrea Cerasi

Romano, laureato in Lettere all'Università La Sapienza di Roma, è autore di romanzi e saggi. Appassionato di ambiente e di sostenibilità, amante della natura e degli animali.

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