Puntura di vespa, non perdere tempo. Questo è quello che devi fare nell’immediato

Quando si viene punti da una vespa è fondamentale sapere cosa fare e agire immediatamente. Soprattutto se sei allergico.
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Vespa (Foto di Ralphs_Fotos – Pixabay)
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Con l’arrivo della bella stagione tornano anche le api e le vespe. Due animali che non si fanno scrupoli, quando provocate, ad attaccare e pungere l’uomo con il loro pungiglione. E’ fondamentale riconoscere subito quale dei due animali vi ha punto.
Le prime sono insetti a strisce gialle e nere, il cui corpo è diviso in due sessioni unite tra loro con un peduncolo (vitino da vespa). Le vespe hanno poi un pungiglione sottile e dritto che non rimane nella zona colpita. Questo permette a questi insetti volatili di pungere più volte. Le api, invece, sono più piccole e hanno il corpo più peloso e i colori sono più dorati. Queste invece hanno un pungiglione uncinato che, una volta inferto il colpo, tende a staccarsi e poi alla quasi certa morte.

Punture di api e vespe, come riconoscerle e intervenire

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Vespa (Foto di Ulrike Leone – Pixabay)
La puntura di una vespa comporta a dolore e gonfiore localizzato, creando entro 24 un pomfo che può arrivare anche intorno ai 5 centimetri. Il motivo? Il veleno, che contiene fosfolipasi A1 e ialuronidas, infatti provoca l’irritazione. Se il soggetto colpito è allergico, la reazione può portare anche allo shock anafilattico. Di norma un adulto può sopportare circa 10 punture per ogni kg.

Quella di un’ape, invece, comporta una reazione cutanea caratterizzato da arrossamento e gonfiore. E’ fondamentale capire se il pungiglione resti sotto la pelle, perché ciò potrebbe portare un’infezione visto che il veleno potrebbe essere ancora rilasciato. Il colpito avvertirà dolore e la zona si gonfierà leggermente. Oltre ad esserci del rossore. Dopo 24-48 ore il dolore, e il conseguente prurito, svaniranno. Se la persona è allergica, questa avvertirà spossatezza, aumento di battiti cardiaci, nausea e vomito. Ma il problema è il gonfiore che si può estendere a più parti del corpo, come la zona bassa della gola. Una reazione che comporterà anche l’ostruzione delle vie respiratorie. In poche parole uno shock anafilattico: in questo casa bisogna recarsi subito al pronto soccorso o chiamare un’ambulanza.

E’ dunque fondamentale prevenire, a prescindere se la persona sia allergico o meno, le punture. Questi insetti, è bene sapere, che pungono solo se si sentono minacciati. Per evitare di essere colpiti dalle api bisogna non compiere movimenti bruschi. Le vespe invece sono attratte dai resti cibo e dai colori accesi. Una soluzione potrebbe, dunque, essere indossare abiti dai colori chiari. Ma a prescindere dall’animale non bisogna mai andare nel panico. E’ dunque sconsigliabile provarlo a colpirli perché altrimenti questi insetti volanti attaccheranno.

Se nonostante tutti gli accorgimenti presi, verrai punto bisognerà agire immediatamente. Pulisci la zona colpita con acqua fredda, in moda da avere anche sollievo dal prurito e dal bruciore. Se l’aggressore è stata un’ape bisogna accertarsi che il pungiglione non sia rimasto nella ferita. Se ci dove essere va rimosso con l’ausilio di una pinzetta facendo altresì attenzione a non spremere la zona. Il rischio è quello che venga rilasciato altro veleno ma anche il pungiglione vada in profondità. Per ridurre i sintomi e il gonfiore si possono utilizzare cubetti di ghiaccio, pomate antistaminiche o stick.

Se il soggetto colpito è allergico bisognerà invece procedere con un’iniezione di epinefrina. Ovvero di adrenalina. Si tratta di una sostanza capace di contrastare la reazione allergica. La persona allergica dovrebbe avere sempre con sé una dose, ma se non dovesse averla è fondamentale andare al pronto soccorso o chiamare un’ambulanza.