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Animali

Maiali lasciati liberi tra i vigneti, a che scopo? Scopriamolo insieme

Se durante un viaggio tra i vigneti della Francia avvistate un maiale tra i filari, non sorprendetevi. C’è un motivo sulla loro presenza

Maialini (Pixabay – modifica Orizzontenergia.it)

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Sempre più spesso, in agricoltura, si ricorre all’utilizzo di animali. Oltre all’utilizzo, da tempi immemori, di cavalli e buoi utilizzati per l’aratura, non sorprende più la presenza di pecore tra i filari. Ma negli ultimi tempi, tra le vigne, sono stati avvistati dei maiali. Il perché vi sorprenderà

Maiali tra vigneti, ecco il perché

Vigneto (Foto di Nicky da Pixabay)

Ad avere l’idea è stata la tenuta di Fabrice Privat nei pressi di Bordeaux. Qui, nell’ovest della Francia, infatti sono stati adottati 13 giovani maiali Kunekune, una razza neozelandese molto piccola e non particolarmente muscolosa. E tra le caratteristiche di questi animaletti c’è anche quella di adattarsi a una dieta che si basa fondamentalmente su erbe diverse, frutta e verdura.

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A spiegare i vantaggi dell’utilizzo dei maiali è stato il capo agronoma delle tenute Privat a Lugon Fanny Gizardine che afferma come essendo questi ancora molto giovani non sono stati inseriti nel vigneto, ma in un terreno di 200 mq dove potranno crescere, mangiando alcune “di erbe infestanti come malva, loietto e ortica che crescono anche tra i filari. Li porteremo in vigna dopo la vendemmia a fine settembre ”. 

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L’utilizzo del pascolo dei maiale di una nuova soluzione per la gestione del manto erboso nei vigneti dell’azienda. Secondo la Gizardin infatti i vantaggi sarebbero non solo economici, ma anche economici. Non a caso la carne dei maiali, dopo una o due stagioni di pascolo, può essere poi venduta ai clienti locali, visto che l’azienda preferisce che gli animali non crescano troppo soprattutto per non raggiungere le viti. I maiali neozelandesi ruoteranno su una ventina di ettari così che possano pascolare “sul manto erboso tra le viti e i crinali. Se le prove saranno soddisfacenti, intendiamo estendere questa pratica a tutti i 250 ettari”. A quel punto gli animali sarebbero più di un centinaio.

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