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Agricoltura intensiva, nasce un rifugio che aiuta gli animali selvatici

Un progetto lanciato da un coreografo contro i danni dell’agricoltura intensiva. Verranno piantati 970  piante per creare un nuovo bosco

Cervo (Foto di Lubos Houska da Pixabay)

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L’agricoltura intensiva ha portato alla deforestazione di moltissimi alberi. Un problema dell’ambiente e anche per tutti noi che ci viviamo. Ma a pagarne le conseguenze sono stati soprattutto gli animali selvatici che hanno perso alcuni punti di riferimento.

E proprio per questo motivo che Alfredo Zinola ha lanciato un progetto molto interessante “Punctures on the land“, ovvero delle “punture nella terra” in mezzo ai campi coltivati

Punture di biodeversità, il progetto di Alfredo Zinola

Lupo (Foto di steve felberg da Pixabay)

Alfredo Zinola è un coreografo che, da tempo, lavora e vive in Germania. E proprio a Berlino ha avuto questa incredibile ideea che si realizzando a Cavallermaggiore. Ovveor la città che gli ha dato i natali. La sua idea è quella di piatare e coltivare, nel mezzo dei sistemi agricoli della pianuta del cuneese, la biodevirsità.

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A spingere per questa scelta i sistemi agricoli che rappresentano un vero e proprio choc per gli animali selvatici. Il progetto, grazie anche all’appoggio dei colleghi Micaela Kühn e Maxwell McCarthy ha un’idea di fondo molto facile: i parchi e le aree sono zone ideali per gli animali selvatici ma con un problema in comune: sono molto lontani tra loro. Servono infatti dei piccoli punti disseminati, anche in vicinanza delle aree urbane, chiamate “stepping stones“. Queste offrirebbero dei luoghi di passaggio o stazionamento della fauna selvatica stimolando la biodiversità.

Molta felicità anche dal primo cittadino di Cavallermaggiore Davide Sannazzaro che sottolinea come sebbene in Germania questi progetti siano molto collaudati mentre in Piemonte è il primo esperimento. “L’idea di Zinola – afferma il sindaco – ci è piaciuta e abbiamo deciso di mettergli a disposizione un’area lungo la statale 20, di proprietà comunale“. Il progetto è iniziato a settembre con la semina dell’erba così da creare un prato stabile.

Il progetto delle “stepping stones” pianterà 970 piante che formeranno il nuovo bosco che sarà delimitato dalle siepi. Gli alberi scelti saranno carpini, rovere, ciliegi, viburni, rose canine e altre specie autoctone. Tutta l’area sarà monitorata e, per sette anni, sarà sottoposta a interventi minimi. Un vero rifugio per gli animali selvatici.

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