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Energia dal letame, le fonti alternative non hanno confini

Una notizia che sconvolge per la sua genialità, stiamo parlando del processo che porta alla trasformazione del letame in energia, assolutamente incredibile.

Lampadina e corrente – Pixabay

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L’energia è un bene di cui abbiamo assolutamente bisogno ma ammettiamolo, ultimamente le bollette sono diventate il peggior nemico delle famiglie italiane a causa dei rincari che hanno provocato aumenti del prezzo ovunque, a maggior ragione per quanto riguarda proprio l’energia elettrica. Ma i problemi che vi permeano attorno alla faccenda sono numerosi e non solo di aspetto puramente economico.

L’altra questione infatti riguarda la produzione di questa energia, quindi un qualcosa che si trova a monte di tutto. Sappiamo bene come la produzione provenga dai combustibili fossili e questo di certo non fa bene al pianeta. Ecco perché stanno studiando diverse opzioni atte a sostituire le fonti impiegate per la produzione di energia.

Energia dal letame, un’idea che promette bene

agricoltura rurale – Pixabay

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Da tempo si è prospettata la possibilità di produrre energia dalle fonti rinnovabili; queste sono per l’appunto – come suggerisce il termine – sempre disponibili, non si esauriscono mai (a differenza dei combustibili fossili) e soprattutto sono sostenibili per il pianeta. Partendo quindi da questo precetto, sono stati condotti degli studi per cercare di capire meglio come portare avanti questa strada fino a pensare alla trasformazione del letame in energia.

Questo progetto è italiano e proviene dal Re-Cod la cui sigla sta per Renewable Energy Consortium for Research and Demonstration, un organismo di ricerca non profit che è nato a Firenze nel 2010 e che vanta numerosi progetti importanti in tema per l’appunto di sostenibilità. Tra questi meritano assolutamente menzione il progetto Bike che si sta attivando per studiare e capire come procedere alla produzione di biomasse partendo dai terreni marginali.

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In questo modo si otterranno dei biocarburanti avanzati, utile per procedere alla decarbonizzazione del settore dei trasporti.  E poi abbiamo BIo4A, invece che tenta di aumentare la produzione di carburante per aviazione partendo dai lipidi residui e dal recupero dei terreni aridi e degradati. Oggi Re-Cord genera valore per circa 1,5 milioni; nel suo organigramma 25 ricercatori. Attualmente coinvolge 40 imprese nella trasformazione dei prodotti residuali in materia prima.

Maria Longo

Nata a Catania nel 1987. Conseguita la Laurea Magistrale in Giurisprudenza con una tesi dal titolo “Matrimonio omosessuale: un’analisi comparatistica”, intraprende il percorso forense tra divorzi, procedimenti in Corte D’Appello e Commissione Tributaria. Parallelamente muove i primi passi in ambito giornalistico collaborando con alcune testate locali e scrivendo articoli di diritto con analisi approfondita sulle pronunce più autorevoli della Corte di Cassazione. Appassionata di fotografia, non rinuncia mai alla sua reflex che viaggia con lei, alla ricerca di dettagli da immortalare. Lingue parlate inglese, francese e spagnolo.

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