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Green

Microplastiche nel Mediterraneo, negli ultimi anni sono triplicate

Triplicate negli ultimi anni le microplastiche nel Mediterraneo, un danno incalcolabile: in mare ritrovare plastiche degli anni ’60.

Analisi in laboratorio delle microplastiche (Canva) – Orizzontenergia.it

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Le microplastiche hanno tempi di degrado lunghissimi, anche centinaia di anni. Un problema enorme perché, essendo suddivise in minuscoli frammenti, è quasi impossibile individuarle e raccoglierle, e così galleggiano in mare per decenni. Queste causano inquinamento e spesso uccidono gli animali marini.

Sono state ritrovate microplastiche risalenti addirittura agli anni ’60. Un ricerca effettuata all’Università Autonoma di Barcellona, in collaborazione con l’Università di Aalborg, in Danimarca, ha divulgato i dati raccolti in anni di studi: negli ultimi venti anni, le microplastiche nel Mediterraneo sono triplicate.

Inquinamento da microplastiche, un danno incalcolabile per la fauna marina

Mare invaso da detriti (Canva) – Orizzontenergia.it

Le microplastiche provocano un inquinamento ambientale catastrofico. La ricerca effettuata dalle due università straniere mette in evidenza un problema enorme, con i frammenti di plastica di dimensioni ridottissime e che sono triplicati negli ultimi due decenni. Grazie alla ricerca è stato possibile quantificare l’accumulo di microplastiche nel corso dei decenni.

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Dagli anni ’80 in poi è stato possibile rintracciare l’accumulo di particelle nei detriti di polietilene e di polipropilene, ossia frammenti di imballaggi in plastica, bottiglie, pellicole alimentari, fibre di tessuti, oggetti comuni e molto altro. I risultati esaminati sono stati poi divulgati in un articolo presente sulla testata scientifica Environmental Science and Technology.

Accumulo di microplastiche in punti precisi del mare

Le microplastiche presenti in ambienti marini possono accumularsi in determinati punti, magari a seguito di valanghe sottomarine, e sedimentare nell’oceano profondo. Nel 2020, infatti, è stato rintracciato un accumulo clamoroso di plastiche in alcuni punti precisi del Mar Mediterraneo. Accumulandosi, queste plastiche rallentano il loro deperimento.

È come se formassero una barriera contro il degrado, perciò il processo di eliminazione rallenta e le microplastiche sopravvivono più a lungo, anche centinaia di anni. Ciò avviene per l’assenza di erosione, di ossigeno e di luce. Sul fondo del mare, le plastiche non si decompongono, testimoniando per secoli l’impronta distruttiva dell’uomo.

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Gli scienziati, non a caso, hanno ritrovato plastiche risalenti a 60 anni fa, cioè le prime plastiche messe in commercio. A partire dal 2000, l’accumulo di microplastiche si è moltiplicato, e ciò significa che poco si sta facendo per ripulire il mare e per combattere l’inquinamento. Speriamo che le politiche green messe in campo da Governi possano frenare tale scempio negli anni a venire.

Andrea Cerasi

Romano, laureato in Lettere all'Università La Sapienza di Roma, è autore di romanzi e saggi. Appassionato di ambiente e di sostenibilità, amante della natura e degli animali.

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