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Bioarchitettura

Materiali  bio per una casa sostenibile al 100%

L’industria dell’ecosostenibilità è in continua crescita, anche per allestire la tua casa esistono soluzioni che non immaginavi!

arredare con il riciclo (foto pexels)-Orizzontenergia.it

Rendere la propria casa ecosostenibile al 100% può sembrare per alcuni un obiettivo impossibile da raggiungere ma, grazie alla spinta forte del mercato in favore di queste soluzioni, è possibile trovare sempre più prodotti composti da questi materiali.

Anche l’industria del design sta, infatti, muovendo passi veloci in quest’ottica e l’arredamento domestico sta abbracciando nuove frontiere. Questa trasformazione non è solo figlia delle necessità del pianeta, ma anche di una coscienza comune sempre più spiccata che sta portando alla nascita di materiali inediti, in grado di offrire comfort e robustezza senza divenire un problema in fase di smaltimento.

Materiali bio per una casa sostenibile al 100%, l’arredamento moderno cambia volto!

riciclare (foto pexels)-Orizzontenergia.it

Fino a pochi anni fa non vi era una vera coscienza su quel che potesse divenire un prodotto utilizzato per l’arredamento di casa dopo la fine del suo utilizzo. Nell’era moderna, fortunatamente, questo concetto trova sempre più spazio e anche le grandi aziende stanno studiando sempre di più soluzioni di design che siano non solo esteticamente gradevoli, ma anche rispettose dell’ambiente.

In quest’ottica anche il riutilizzo gioca un ruolo importantissimo ed è proprio per questo che sempre più spesso vengono utilizzati materiali dannosi o difficili da smaltire per creare nuovi oggetti come sedie, tavoli, ornamenti e molto altro. Un esempio è quello del riutilizzo della plastica proveniente dalle reti da pesca abbandonate, da rifiuti elettronici o dei derivati del processo di produzione della carta.

Le possibilità sono quasi infinite e l’unico limite è la fantasia, dai divisori stampati in 3D e realizzati con rifiuti alimentari passando da sgabelli da esterno in plastica riciclata e molto altro. Questi sono solo alcuni esempi di come l’innovazione sostenibile sta già dando forma a prodotti che non sono solo ecologici, ma anche esteticamente accattivanti.

Anche l’Italia sta facendo la sua parte e un esempio di eccellenza italiana è rappresentato dai tavoli Superpop di Miniforms, concepiti dal designer Paolo Cappello, realizzati in plastica riciclata. Questi tavoli mostrano una struttura leggera e resistente, adatta sia per interni che per esterni e possono essere ulteriormente riciclati alla fine della loro durata.

Anche lo studio di design Interesting Times Gang, in collaborazione con OBOS, si è reso protagonista creando la collezione Veggro, con gli schermi separatori denominati Loom e Jugoso, realizzati con tecniche di stampa 3D utilizzando scarti di micelio e bucce d’arancia.

vasetti plastica (foto pixabay)-Orizzontenergia.it

Anche Danimarca e Spagna non si limitano a guardare, la prima si è distinta grazie ad una sua azienda di Copenhagen che ha brevettato un prodotto chiamato Matek, formato da scarti elettronici e gusci di caffè, un materiale innovativo ed accattivante dal colore distintivo. La Spagna, invece, si sta distinguendo per la produzione di particolari piastrelle fatte con scarti di cellulosa e rivestite con sigillanti a base d’acqua distillata da scarti vegetali.

La marcia verso la sostenibilità, quindi, sembra chiaramente inarrestabile e l’Europa in questo caso rappresenta un faro per il mondo intero. Gli esempi riportati, tuttavia, sono ancora poco per poter gridare al successo, sicuramente la strada da fare è ancora lunga ma per un futuro che sia veramente rispettoso del nostro pianeta vale la pena di spremere le meningi e dimostrare ancora che arte, design e sostenibilità possono essere fattori in grado di camminare uno di fianco all’altro.

Mariano Orlacchio

Mariano Orlacchio nasce a Anzio nel 1990 conseguendo il diploma di maturità scientifica ad indirizzo scientifico tecnologico. Sin da piccolo si appassiona allo sport e alla scrittura. Con gli anni la sua estrema curiosità l’ha portato ad informarsi sempre di più nell’ambito sportivo e nel giornalismo conseguendo il tesserino professionale da pubblicista.

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