Quello che oggi buttiamo via senza pensarci potrebbe diventare il materiale isolante del futuro, grazie ai funghi e a un’idea geniale.
I materassi sono uno di quegli oggetti che tutti prima o poi dobbiamo buttare, ma su cui raramente ci fermiamo a riflettere.
Sono voluminosi, difficili da smaltire, composti da materiali diversi e pensati per durare a lungo. Proprio per questo finiscono spesso in discarica, diventando un problema ambientale enorme e silenzioso. Eppure, proprio da lì potrebbe nascere una soluzione interessante per l’edilizia sostenibile.
La scoperta arriva da un gruppo di ricercatori della Swinburne University of Technology, che hanno trovato un modo nuovo di recuperare i materassi a fine vita. Il protagonista di questa storia è il micelio, la parte “radicale” dei funghi, quella che cresce sotto terra e collega tutto.
Il micelio viene fatto crescere insieme alla schiuma dei materassi triturati. Durante la crescita, avvolge il materiale di scarto, lo compatta e lo trasforma in un bio-composito solido ma leggero. In pratica, un rifiuto si trasforma in un pannello isolante naturale.
Per capire quanto sia importante questa soluzione basta guardare i numeri. In Australia, ogni anno, vengono smaltiti circa 1,8 milioni di materassi. Una parte consistente finisce direttamente in discarica, dove può impiegare fino a 120 anni per degradarsi.
Ridurre questo flusso significa liberare spazio, abbassare l’impatto ambientale e recuperare materiali che altrimenti verrebbero persi per sempre.
La cosa più sorprendente non è solo l’idea, ma il risultato. Durante la crescita, il micelio produce composti minerali naturali che rendono il materiale molto resistente al calore. Nei test di laboratorio, il bio-composito ha mostrato stabilità anche a temperature vicine ai 1.000 gradi.
Dal punto di vista dell’isolamento termico, le prestazioni sono paragonabili a quelle dei materiali tradizionali già usati nelle abitazioni. Questo lo rende una soluzione concreta, non solo un esperimento affascinante.
Un altro aspetto fondamentale riguarda la sicurezza. I funghi utilizzati sono simili a quelli già impiegati nell’industria alimentare e farmaceutica. Il processo non richiede sostanze tossiche o particolarmente pericolose e si basa su chimica comune, già conosciuta e utilizzata.
Secondo i ricercatori, questo dimostra che la biologia può dialogare con l’industria, offrendo risposte pratiche a problemi complessi senza aumentare i rischi per l’ambiente o per la salute.
Le possibili applicazioni sono molte: pannelli isolanti leggeri, materiali ignifughi, elementi edilizi e persino componenti per la stampa 3D nel settore delle costruzioni. Tutto partendo da qualcosa che oggi consideriamo solo un ingombro da eliminare.
È uno di quegli esempi in cui l’economia circolare smette di essere uno slogan e diventa realtà. Meno rifiuti, meno consumo di risorse nuove e più soluzioni intelligenti ispirate alla natura. E forse, la prossima volta che cambieremo materasso, lo guarderemo con occhi diversi.