Portogallo devastato dalla tempesta Kristin: 16 morti, evacuazioni di massa e governo sotto pressione

Il Portogallo è in ginocchio dopo la tempesta Kristin: 16 vittime, migliaia di sfollati, danni e tensioni politiche ai vertici dello Stato.

Quando la tempesta Tempesta Kristin ha iniziato a colpire il Portogallo centrale all’inizio di febbraio, in pochi immaginavano un bilancio così pesante.

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Oggi si contano almeno 16 vittime. Migliaia di persone hanno dovuto lasciare le proprie case. Intere comunità sono rimaste senza elettricità e acqua per giorni. Raffiche di vento oltre i 200 chilometri orari e piogge torrenziali hanno fatto esondare fiumi e messo in crisi infrastrutture già fragili.

Le province di Coimbra e Leiria risultano tra le più colpite. A Coimbra, nelle ultime ore, oltre tremila persone sono state evacuate. L’acqua ha invaso quartieri residenziali, travolto ponti e messo sotto pressione bacini e invasi ormai vicini al limite.

Autostrade chiuse, linee ferroviarie impraticabili, collegamenti interrotti. In alcune zone, la normalità sembra ancora lontana.

La gestione dell’emergenza e la crisi politica

L’impatto della tempesta non è stato solo ambientale ed economico. Ha avuto conseguenze immediate anche sul piano politico.

La ministra dell’Interno Maria Lucia Amaral ha rassegnato le dimissioni dopo le forti critiche per la gestione dei soccorsi. Residenti e opposizioni hanno denunciato ritardi negli interventi e problemi di coordinamento nelle ore più delicate.

La gestione dell’emergenza e la crisi politica – orizzontenergia.it

Le dimissioni sono state accettate dal presidente Marcelo Rebelo de Sousa, mentre l’incarico ad interim è stato affidato al primo ministro Luis Montenegro.

Nel frattempo, il decreto sugli aiuti straordinari resta bloccato e il governo ha chiesto sostegno anche alle istituzioni europee per far fronte a un’emergenza che rischia di avere ripercussioni economiche a lungo termine.

Danni miliardari e fiumi oltre il livello di sicurezza

Le prime stime parlano di oltre quattro miliardi di euro di danni, ma la cifra potrebbe salire. Non sono state colpite solo abitazioni private: anche fabbriche strategiche e infrastrutture vitali per i collegamenti tra Nord e Sud del Paese hanno subito danni significativi.

In alcune aree, i livelli dei fiumi Tago e Mondego hanno superato l’altezza di argini e ponti, aumentando il rischio di nuovi crolli e rendendo instabile la situazione. Molte famiglie non possono ancora rientrare nelle proprie case. E la conta dei danni è solo all’inizio.

Non è finita: nuova allerta per la depressione Oriana

Come se non bastasse, mentre si tenta di gestire l’emergenza, una nuova perturbazione – la depressione Depressione Oriana – ha iniziato a colpire il Paese.

Sono state diramate allerte gialle per pioggia e vento nelle zone già devastate, e allerte arancioni lungo le coste per il mare agitato. Nelle aree montane si prevedono nevicate abbondanti.

Dopo quasi due settimane di emergenza continua, il Portogallo si trova sospeso tra soccorsi e ricostruzione. Le prossime ore saranno decisive per evitare nuove vittime e contenere un disastro che ha già lasciato ferite profonde, non solo nelle città, ma anche nelle istituzioni.

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