Coltivazione della canapa, una risorsa sostenibile per diversi settori

Addentrarsi nel mondo della coltivazione della canapa per capirne al meglio i suoi benefici. Si presta a diversi settori. Scopriamo quali.

Pianta di canapa (Pixabay)
Pianta di canapa (Pixabay)

La Canapa Sativa è la pianta storicamente più diffusa in Occidente, ma se ne distinguono tre specie, Canapa sativa, Canapa indica e ruderalis. In passato la coltivazione agricola della canapa era molto diffusa per la sua facilità a crescere anche su terreni difficili da coltivare, ma in particolar modo per la grande quantità di prodotti che si ricavano dal suo utilizzo. Uno dei maggiori vantaggi di questa pianta sta nella resa rispetto alle altre piante. Vediamo insieme quali sono i suoi vantaggi

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La Canapa Sativa, usi e vantaggi

Canapa (Pixabay)
Canapa (Pixabay)

La coltivazione della canapa industriale nel nostro Paese è stata recentemente disciplinata dal ddl 242 del 14 gennaio 2017. La legge contiene importanti novità e rende più semplice per gli agricoltori la coltivazione dei semi di cannabis sativa, ossia quelli a basso contenuto di thc, il principio attivo di questa pianta. Può essere trasformata in bioplastica, tessuti, carta; diventare combustibile, concime o componentistica auto; o essere utilizzata in medicina, cosmesi o alimentazione.

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Insieme al bambù, è una delle piante caratterizzate dalla crescita più rapida. Cresce in modo veloce prolifico praticamente ovunque anche su terreni difficili, richiede pochissima acqua e senza utilizzare pesticidi e fertilizzanti. Rispetto al cotone produce il 200-250% di fibra in più a parità di superficie, con circa la metà del fabbisogno idrico. Tutti questi elementi, assieme alla capacità di assorbire determinati inquinanti nel suolo, ne fanno un vero e proprio strumento di sostenibilità.

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La canapa sta emergendo nei mercati agricoli e industriali. Parte di questo successo è dovuto al fatto che ogni sua parte può essere utilizzata. Dall’esterno dello stelo si ottengono fibre, convertibili in tessuti e corde; dal nucleo duro si ricava carta e bio-compositi edilizi; dai semi, ricchi di proteine, fibre, grassi e altri nutrienti, si ottiene un olio utilizzato in vernici, plastica, adesivi, cosmetici e alimenti. Le radici sono utilizzate invece a scopi terapeutici.

Il mercato si sta affacciando anche a quello delle infiorescenze. In Italia il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali con il decreto del 23 luglio 2020 ha inserito la “canapa sativa infiorescenza” destinata ad “usi estrattivi” tra le piante officinali. La pianta, quindi, può essere coltivata, purché con tenore di THC inferiore allo 0,2%, e trasformata non solo per le finalità già elencate, anche per quelle erboristiche.