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Siccità inarrestabile, la Coldiretti è preoccupata: “In crisi vino, florovivaismo e olio”

Allarme siccità, la Coldiretti è preoccupata per la crisi nei settori del vino, del florovivaismo e dell’olio, tutti al collasso.

Produzione di vino (Pexels)

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I settori dell’olio, del vino e del florovivaismo, insieme, valgono quasi il 60% del valore totale della produzione agricola. La prolungata siccità li sta mettendo in ginocchio, causando danni ingenti, mai registrati prima. La Coldiretti lancia l’allarme, ed è lo stesso presidente Fabrizio Filippi a parlare di uno stato di emergenza generale.

Una situazione davvero complessa che non sembra trovare soluzioni. La prolungata siccità, ormai, ha generato dei danni incalcolabili, con gran parte delle aziende costrette a lavorare in perdita. E il tutto arriva dopo due anni di rincari e di speculazioni che avevano già danneggiato la produzione e il commercio dei prodotti. I produttori non possono far altro che confidare nel clima, ma non basta.

L’allarme della Coldiretti, la siccità spaventa le aziende

Bicchiere di vino nel vitigno (Pexels)

Ad esempio, una delle regioni italiane più importanti per quanto riguarda la produzione di vino, la Toscana, sta subendo pesantemente le bizze del meteo. Secondo gli addetti ai lavori, ci sarà un calo di produzione che vale più del 10%, causato ovviamente dalla lunga siccità. A questa, bisogna sommare le rare ma volente piogge improvvise, sotto forma di fortissimi temporali, che non fanno che accentuare i danni.

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Nonostante tutto, gli imprenditori toscani sono fiduciosi per una buona annata, anche se costretti ad anticipare la vendemmia di un mese. Anche nel comparto del florovivaismo si evidenziano problemi vari dovuti ai cambiamenti climatici e a un’estate davvero particolare del punto di vista meteorologico. Se le piante mature si stanno seccando prematuramente, quelle giovani non riescono a crescere.

L’assenza della pioggia sta rendendo tutta la situazione molto difficile. Fortunatamente, l’azione della Regione Toscana è stata tempestiva, con lo stanziamento delle risorse per far fronte all’emergenza, specialmente con il finanziamento per la realizzazione di invasi comprensoriali. In più, probabilmente verranno sfruttati anche le reti di invasi privati, che sono migliaia e non sono utilizzati per via della solita burocrazia italiana.

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La Coldiretti sta cercando di sbloccarli per ridare ossigeno a numerose aziende agricole. Infine, non bisogna mai dimenticare che l’agricoltura stessa, per superare tali inconvenienti (che in futuro saranno sempre più frequenti), deve sfruttare al massimo le nuove tecnologie, riducendo i consumi di acqua e affrontando un lavoro maggiormente sostenibile e innovativo. Un’agricoltura davvero efficiente e dall’impatto ambientale minimo. Esiste, deve soltanto essere finanziata.

Andrea Cerasi

Romano, laureato in Lettere all'Università La Sapienza di Roma, è autore di romanzi e saggi. Appassionato di ambiente e di sostenibilità, amante della natura e degli animali.

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