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Green

L’Italia è un paese per auto, non si investe sulle biciclette

La transizione green in Italia è ancora molto lenta, secondo le ultime stime, il paese investe poco sulle biciclette ed è invaso di auto.

Ciclista sulla pista ciclabile (Canva)

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Tutti i paesi, o quasi, si sono impegnati nella cosiddetta transizione ecologica, cercando di migliorare la propria quotidianità, adottando abitudini più green. Entro qualche anno, infatti, occorre ridurre drasticamente le emissioni di CO2, in modo tale da rallentare i cambiamenti climatici in atto e che stanno stravolgendo il pianeta.

Per ridurre l’inquinamento, bisogna puntare sulle energie rinnovabili, su infrastrutture moderne, su mezzi di trasporto ecologici, e prendere il meno possibile l’automobile. Tuttavia, il traffico in Italia non accenna a diminuire, anzi, il rientro post pandemico ha fatto evidenziare un numero di automobili assurdo in tutte le città italiane. Insomma, dall’inizio del 2020 ad oggi, nulla è cambiato in termini di traffico e di inquinamento.

Meno auto e più biciclette, perché puntare sugli spostamenti green

Traffico in città (Canva)

Per favorire la mobilità sostenibile, l’Italia deve puntare sulle biciclette, come già fanno diversi paesi, in Europa e nel mondo. Secondo il documento redatto da Clean Cities, intitolato Fiab, ossia Federazione italiana ambiente e bicicletta, c’è uno squilibro negli investimenti tra automobili e bici. Se per le automobili e per le infrastrutture stradali, l’Italia investe circa 98 miliardi di euro, per le bici e le piste ciclabili, si investe soltanto un miliardo di euro.

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Rispetto a molti altri paesi, l’Italia resta indietro e non investe abbastanza per la mobilità green. Inoltre, non fa nulla per incentivare l’uso della bici. Le piste ciclabili latitano nelle città e quando ci sono sono fatte male. Non ci sono punti di collegamento tra le piste ciclabili delle varie zone urbane, inoltre, come evidenzia ISTAT, ci sono circa 2,8 km di pista ciclabile ogni 10 mila abitanti.

Pista ciclabile in città (Canva)

La situazione varia anche da Regione e Regione. Al nord la situazione è decisamente migliore rispetto al sud. Basti pensare che a Helsinki, in Finlandia, ci sarebbero circa 20 km ogni 10 mila abitanti, 14 ad Amsterdam e 8 km a Copenaghen. Significa che in Italia mancherebbero almeno altri 10 km di pista ciclabile per rientrare nella media europea.

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Per colmare questo gap, il paese dovrebbe stanziare altri 3,2 miliardi di euro, 500 milioni circa all’anno, entro il 2030. Per migliorare la qualità dell’aria basta poco, il miglioramento non deve passare soltanto dal Governo, ma anche da noi stessi, dalla nostra quotidianità. Il MIT dovrebbe adottare un piano straordinario di investimenti per promuovere l’utilizzo della bicicletta.

Andrea Cerasi

Romano, laureato in Lettere all'Università La Sapienza di Roma, è autore di romanzi e saggi. Appassionato di ambiente e di sostenibilità, amante della natura e degli animali.

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