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Giardinaggio

Carex, una pianta cespugliosa facile da coltivare: i nostri consigli

Una pianta adattogena, facile da coltivare e che arricchisce alcune zone del nostro giardino con il suo ricco fogliame

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Carex è un genere di pianta che appartiene alla Famiglia delle Ciperacee. Comprende numerosissime specie e sono piante molto apprezzate per arricchire di verde alcune zone del proprio giardino. E’ un’erbacea perenne ed è originaria dell’Europa e dell’Asia Centrale.

E’ conosciuta anche come Carice o Falasco, ma il termine botanico Carex deriva dal greco il cui significato è: io taglio. Il nome si riferisce alle foglie lunghe e sottigli i cui margini, a volte, possono risultare taglienti. E’ diffusa sia nelle zone di mare che di montagna.

Le carex sono, spesso, usate, per la creazione di macchie verdi all’interno di giardini rocciosi e tra le piante ricche di fiori. Oppure sono utilizzate per definire delle aiuole ombreggiate o per formare dei tappeti tra alberi molto fitti. In genere hanno fusti solidi e un ciuffo di foglie molto fitto e, spesso, piatto che ricorda i fili d’erba. I fiori sono di un colore marrone o verde e ricordano dei piccoli semi.

E’ un genere di pianta piuttosto facile da coltivare. Predilige sicuramente la piena terra, di conseguenza sarebbe meglio metterla a dimora direttamente in giardino. Vivono anche in vaso, in questo caso scegliamone uno dalle dimensioni generose e profondo.

Il Carex è una pianta adattogena e si adatta a qualsiasi tipo di terreno. Predilige, però, un terriccio sciolto e ricco di sostanze organiche e con un ph leggermente acido. La scelta migliore che possiamo fare per la nostra pianta è un miscuglio composto da comune terra, torba, foglie o aghi di pino.

Consigli pratici per la coltivazione del Falasco

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La zona in cui metterle a dimora deve essere ben illuminata, si adattano anche alla mezz’ombra. Ma se vogliamo che crescano rigogliose, dobbiamo scegliere un luogo dove possono rimanere in pieno sole almeno per qualche ora al giorno. Tollerano bene il caldo estivo, ma anche il freddo dei mesi invernali e, in genere, non risentono delle escursioni termiche.

Per le annaffiature dobbiamo tenere conto della specie di carex che abbiamo scelto di coltivare. Quelle resistenti alla siccità andranno annaffiate saltuariamente, mentre quelle che, in genere, vivono in luoghi umidi, al contrario, necessiteranno di molta acqua soprattutto nei mesi estivi.

Dalla Primavera sarebbe bene somministrare del concime liquido o granulare a lento riliascio. Deve essere ricco di azoto, fosforo e potassio. Meglio se arricchito, anche, di tutti i microelementi che sono utili alla sua crescita. Questo è anche il periodo migliore per moltiplicare la nostra carex. Possiamo farlo utilizzando i semi, oppure per via agamica, cioè mediante la divisione dei cespi.

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Per mantenerle rigogliose e sane, vanno eliminati regolarmente i fiori e le foglie secche. Durante l’Autunno, al completamento del ciclo vegetativo, si può potare tutta la parte aerea delle foglie che, oramai, si stanno seccando. Questo aiuterà la pianta a ricrescere più rigogliosa la Primavera successiva.

Sono piante perenni e molto resistenti. Difficilmente vengono attaccate dagli afidi. Può, al contrario, essere attaccata da un fungo, il Botrys, che rovina le foglie e gli steli. In questo caso possiamo ricorrere a degli insetticidi organici o inorganici, oppure possiamo farci aiutare dalle coccinelle.

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Quando decidiamo di coltivare una carex teniamo presente anche le piante a cui abbinarle. Infatti, è meglio scegliere quelle che hanno le stesse necessità colturali, come, per esempio, il Miscanthus, l’Euchera, il Phormium Pontederia. Ma si abbina bene anche con l’Hibiscus erbacei, la Persicaria e la Lysimachia

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