Pellet, cosa sapere prima di acquistare: ancora problemi truffe

Negli ultimi anni la sostenibilità è entrata a gamba tesa anche nei sistemi di riscaldamento. Il pellet si dimostra il bio combustibile più gettonato: cosa bisogna sapere e perché bisogna fare attenzione alle truffe.

pellet quanto costa truffe
Pellet, tutti i trucchi per riconoscere le truffe (Orizzontenergia.it)

Quando parliamo di sostenibilità il discorso non si riduce alle iniziative o alle azioni responsabili e consapevoli che possiamo imparare a compiere per riequilibrare gli ecosistemi e l’ambiente. Le misure sostenibili riguardano anche settori più complessi che fanno parte di una catena molto più grande, come le industrie, le imprese e tutti i campi che incidono in maniera notevole sull’ambiente attraverso l’inquinamento e l’emissione di gas serra e anidride carbonica.

Per questo motivo negli ultimi anni anche i sistemi di riscaldamento delle nostre abitazioni hanno subito l’impatto di iniziative sostenibili volte al minor consumo possibile di combustibili inquinanti. Anche se il metano è ritenuto tra i combustibili fossili con il più basso rilascio di emissioni, la soluzione ecologica sta prendendo sempre più piede attraverso l’utilizzo del pellet. Il bio combustibile è dunque l’alternativa più usata negli ultimi anni, ma il suo costo e le probabili truffe rendono questo materiale sempre più nell’occhio del ciclone. Di seguito, tutto ciò che c’è da sapere sul pellet prima di procedere al suo acquisto.

Quanto costa il pellet e dove trovarlo

come evitare le truffe i consigli
Quanto costa il pellet e come riconoscere le truffe (Orizzontenergia.it)

Il pellet non è altro che un combustibile del tutto naturale prodotto dagli scarti del legno non trattato. Ciò permette al pellet di essere un materiale composto in tutte le sue parti dalla segatura del legno, lasciato ad essiccare e infine pressato in piccoli cilindri. Questo è infatti il formato di vendita con cui si può trovare facilmente in commercio, dai negozi specializzati alle vendite online passando per i grandi rivenditori fino ai supermercati, costituendo un’ottima alternativa nei sistemi di riscaldamento domestici attraverso le stufe a pellet.

Il pellet è inoltre ecologico perché non contiene agenti chimici, come colla o solventi, rimanendo solido grazie ad un componente naturale del legno chiamato lignina. Ma anche perché non rilascia sostanze sottili e nocive nell’ambiente, proteggendo sia l’ecosistema che gli stessi ambienti interni e la salute, diventando così il combustibile ideale per i soggetti più sensibili. Tra le sue tante qualità c’è anche quella di avere un rendimento di combustione molto alto, portando il pellet a raggiungere livelli di calore più alti degli altri combustibili.

Proprio per tutte queste sue proprietà il pellet ha avuto un notevole exploit nella scelta di cittadini per il proprio impianto di riscaldamento, ma è anche vero che il suo costo iniziale tra spese di stufa, installazione e anche i sacchi di pellet stesso possono non essere sostenibili per tutti. In particolar modo subito dopo lo scoppio del conflitto tra la Russia e l’Ucraina, che ha determinato un incremento del costo del gas, anche i prezzi del pellet sono schizzati in alcuni casi fino a 15 euro per ogni 15 chili, ovvero la quantità che serve per circa 8-9 ore di riscaldamento.

Una cifra esorbitante che però ha visto un calo negli ultimi mesi, come testimoniato dalle ricerche effettuate dall’Associazione italiana energie agroforestali (AIEL), i cui dati raccolti dalle imprese che fanno parte del Gruppo Pellet En Plus testimoniano come i prezzi del pellet siano tornati a viaggiare su un prezzo più moderato dopo l’impennata dello scorso anno che ha visto picchi di 11 euro al sacco a settembre del 2022 fino ai 9 euro di gennaio di quest’anno.

Le aziende coinvolte nella grande distribuzione hanno verificato come il prezzo medio nazionale del pellet si aggiri intorno ai 6,19 euro al sacco. Ciò è dovuto anche alla manovra finanziaria che ha visto l’abbassamento dell’Iva per le biomasse, come appunto il pellet, calando dal 22 al 10 %. Questo però non ha frenato le offerte a ribasso che si trovano in giro, aumentando il rischio di truffe.

Come riconoscere le truffe

Innanzitutto è bene ricordare che il pellet, come tutti i prodotti naturali ed ecologici, funzionano davvero e hanno una massima resa sia per l’ambiente che per la loro funzione soltanto se è di alta qualità. Nonostante il prezzo del pellet si sia abbassato molto, in particolare verso la fine di questo 2023, si possono sempre trovare in giro e online delle offerte super scontate che attirano particolarmente.

Soprattutto in un periodo come questo, in cui la stagione autunnale sta già dando spazio a quella invernale ed è questione di settimane prima che le prime vere temperature basse facciano capolino nelle nostre case. Per questo è importante rimanere sempre aggiornati sulle possibili offerte, ma è altrettanto fondamentale prestare attenzione a rivenditori privati o specializzati che possono nascondere delle truffe.

Se si passa a setaccio l’agenzia di stampa più importante del nostro Paese, l’Ansa, sono moltissime le notizie che dallo scorso anno coinvolgono aziende e rivenditori che tentavano di mettere sui banchi di vendita il pellet di scarsa qualità a prezzi davvero bassi per quantità che sfioravano nella maggior parte dei casi le migliaia di tonnellate.

L’ultima riguarda proprio giugno di quest’anno, come riportato dall’Ansa, quando la Guardia di Finanza e i funzionari delle Dogane di Cagliari hanno sequestrato 81 tonnellate di pellet di scarsa qualità, proveniente dall’Egitto, e spacciato per pellet pregiato come da descrizione sulle etichette di certificazione. Questo infatti è uno dei primi passi per accorgersi se la qualità del pellet è reale. Riuscire a riconoscere le truffe potrebbe sembrare difficile, e in alcuni casi lo è soprattutto per i non addetti ai lavori. Ma ci sono delle indicazioni che possono aiutare in questo senso.

In primis, bisogna sempre diffidare o comunque prestare attenzione ai prezzi troppo bassi. In questo caso, infatti, è quasi sicuro che il materiale sarà di qualità scadente. E’ sempre bene farsi un giro sul mercato e vedere il prezzo medio di vendita del pellet di qualità alta per fare un confronto dei prezzi: se si tratterà di qualche centesimo, la differenza di qualità potrebbe non risentirne. A differenza di un sottocosto anomalo.

Altro passo è quello di controllare le etichette e le certificazioni che devono riportare in maniera certosina tutte le informazioni relative alla provenienza e che sia adeguato alle normative europee in termini di biomasse e di sistemi di riscaldamento. Un altro modo per riconoscere le truffe è badare al marchio ma anche alle recensioni di persone che hanno già acquistato il prodotto, soprattutto se l’acquisto è fatto online. Oltre a queste raccomandazioni, anche gli enti ufficiali hanno lanciato dei veri e propri vademecum su come evitare le truffe.

Come evitare le truffe: i consigli utili

In particolar modo per gli acquisti fatti sul web, che sono i più sensibili e incontrollabili, a subentrare nel tutelare i consumatori e aiutarli ad evitare le truffe è la Polizia Postale, la quale lancia spesso sul proprio sito ufficiale dei comunicati e delle note in cui si possono trovare tutti i falsi siti di fornitura e vendita del pellet.

Lo scorso anno, dopo l’aumento delle truffe di vendita del pellet, la Polizia Postale ha deciso così di pubblicare una vera e propria lista alert in modo da guidare i cittadini e gli utenti verso un acquisto del pellet consapevole e non minato da raggiri. Anche in questo caso la Polizia raccomanda di diffidare sempre da prezzi concorrenziali estremamente bassi, soprattutto se come metodo di pagamento richiedono soldi in anticipo senza mai spedire i prodotti.

Inoltre, per verificare la veridicità del venditore, e dunque escludere che si tratti di un sito o un rivenditore fittizio, è consigliabile procedere alla verifica della partita iva del venditore in modo che corrisponda ad un’azienda realmente esistente. Questa verifica può essere effettuata inserendo i dati sul sito dell’Agenzia delle Entrate, appurando che questi non sia già stato segnalato come fraudolento da altri compratori. Infine, assicurarsi che il sito abbia delle sezioni apposite dove sono descritti i contatti, che questi siano reali e che le recensioni sul venditore siano tutte altrettanto vere, scritte da utenti reali, magari con annessa foto o dimostrazione del funzionamento e della resa del prodotto.

In questo contesto di raccomandazioni e consigli si unisce anche l’Unione Nazionale Consumatori, la quale esorta i consumatori ad accertare sia l’identità del venditore che i suoi recapiti, così come l’attendibilità del servizio clienti e tutte le caratteristiche intrinseche del pellet. Inoltre anche in questo caso si consiglia di verificare la reale esistenza della partita iva e che le modalità di pagamento vengano fatte in contemporanea alla spedizione e alla consegna della merce, sempre tramite pagamento tracciato e mai attraverso la contrattazione su Whatsapp, metodo alquanto informale e poco tracciabile.