Aria inquinata, si può chiedere un risarcimento: tutta la verità

L’aria inquinata soffoca gran parte delle città del mondo e comporta numerosi problemi alla salute del cittadino: si può chiedere risarcimento?

Ragazza indossa mascherina anti smog
Ragazza indossa mascherina anti smog (Orizzontenergia.it)

Lo smog, in tutte le città del mondo, è uno dei grandi problemi dell’ultimo secolo. Città soffocate dall’inquinamento atmosferico, il quale comporta numerosi problemi, uno fra tutti quello sulla salute dell’uomo. Vivere in zone urbane fortemente inquinate non è certo piacevole, e spesso ci si ammala, in certi casi anche di malattie gravi.

Esistono delle condizione tali per cui è possibile chiedere risarcimenti al proprio Comune o alla Regione? Dipende dall’applicazione scorretta e non valida delle normative imposte dalla Comunità Europea e dall’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Da qualche tempo, non a caso, circolano avvisi misteriosi riguardanti varie iniziative per chiedere i danni. Si tratta di annunci veritieri?

Aria inquinata comporta problemi di salute anche gravi, scopriamo se è possibile chiedere un risarcimento

Cittadino soffoca per lo smog
Cittadino soffoca per lo smog (Orizzontenergia.it)

È possibile far valere i propri diritti? È davvero possibile chiedere un risarcimento al proprio Comune per non aver applicato correttamente le direttive sulla salute imposte dalla UE? Ci sono stati dei casi particolari in cui è stata intentata causa legale, da parte del cittadino, nei confronti del proprio Comune o della propria regione di appartenenza, specie a seguito di malattie invalidanti.

In certi casi, tali cause sono state anche vinte. Ad esempio, nel 2022, un cittadino di Torino, ossia una delle città più inquinate d’Italia, secondo ARPA, ha fatto causa alla Regione Piemonte per via delle condizioni di salute di suo figlio, affetto da particolari disturbi respiratori per via dello smog. La Regione, dunque, non avrebbe messo in atto le normative per il miglioramento della qualità dell’aria.

Il Parlamento Europeo, proprio qualche tempo fa, ha votato a favore della legge per sostenere il diritto delle persone di respirare aria pulita. Ciò significa che è possibile fare causa alle singole Regioni per inadempienza sulle normative riguardanti la qualità dell’aria. Nel caso del cittadino torinese, questo si era rivolto all’associazione TorinoRespira.

Quando è possibile essere risarciti per danni alla salute

La legge sull’aria pulita esiste, si chiama “Legge Antismog”, risalente al 1996. Gli istituti ISPRA e ARPA misurano la qualità dell’aria delle singole città italiane, attraverso apposite colonnine che misurano le polveri sottili nell’ambiente. L’OMS ha stabilito i valori massimi di sostanze inquinanti, oltre i quali la città viene multata.

Ogni Comune può superare questi limiti solo tre volte l’anno, eppure, questi valori continuano a essere abbondantemente superati da tantissime città, anche diverse volte all’anno. La Corte di Giustizia si è pronunciata, dando modo ai cittadini di chiedere un risarcimento. Ma quando è possibile chiedere un risarcimento per danni alla salute?

In realtà, non ci sono regole precise, un cittadino ha il diritto di intentare una causa, in base alle proprie condizioni ambientali e di salute, contro il Comune, e chiedere un risarcimento. Tuttavia, non è detto che riesca a vincere la causa, e spesso ciò è scoraggiante. Inoltre, c’è anche la beffa, perché risarcimenti oppure multe dall’Europa, sono pagate dagli stessi cittadini tramite le tasse.