Energia solare dallo spazio: il progetto che potrebbe cambiare il futuro dell’elettricità sulla Terra

Dal Giappone arriva un progetto futuristico che punta a produrre energia solare nello spazio e inviarla direttamente sulla Terra.

Sembra quasi la trama di un film di fantascienza, eppure il progetto esiste davvero. Il Giappone sta lavorando a un sistema che potrebbe rivoluzionare il modo in cui produciamo energia nei prossimi decenni: raccogliere energia solare direttamente nello spazio e trasmetterla sulla Terra tramite microonde.

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L’idea si basa su un concetto chiamato SBSP, cioè Space-Based Solar Power. In pratica enormi pannelli solari verrebbero collocati in orbita, dove il Sole splende continuamente senza nuvole, pioggia o alternanza giorno-notte.

A guidare questo ambizioso progetto è la JAXA, l’agenzia spaziale giapponese, insieme a Japan Space Systems. Il primo esperimento si chiama “Ohisama”, che in giapponese significa proprio “Sole”.

Il test prevede il lancio di un piccolo satellite con pannelli solari capace di raccogliere energia e trasformarla in microonde da inviare verso una stazione ricevente sulla Terra, vicino Tokyo.

La quantità di energia prodotta inizialmente sarà molto limitata, ma l’obiettivo reale è capire se questa trasmissione wireless possa funzionare in modo stabile e preciso.

Perché questa tecnologia interessa così tanto

L’aspetto che rende questa idea così affascinante è uno soprattutto: nello spazio l’energia solare è disponibile praticamente in continuazione.

Sulla Terra, invece, il fotovoltaico dipende dal meteo, dalle stagioni e dall’alternanza tra giorno e notte. In orbita questi limiti quasi scompaiono. Secondo gli esperti, i pannelli spaziali potrebbero catturare una quantità di radiazione solare molto più intensa rispetto a quella disponibile al suolo.

Il piano del Giappone è estremamente ambizioso. Entro il 2050 si vorrebbe arrivare a una gigantesca infrastruttura orbitale capace di produrre addirittura un gigawatt di energia, una quantità simile a quella generata da una centrale elettrica di grandi dimensioni.

Anche la NASA sta studiando il progetto da un punto di vista economico e strategico. Secondo alcuni report, oggi i costi restano ancora enormi, soprattutto per il lancio dei materiali nello spazio, ma le cose potrebbero cambiare molto nei prossimi anni grazie ai razzi riutilizzabili e alle nuove tecnologie spaziali.

Tra i vantaggi più interessanti c’è anche la possibilità di inviare energia in aree isolate o colpite da catastrofi naturali, dove le normali reti elettriche risultano danneggiate o inesistenti.

I dubbi, i rischi e le sfide ancora aperte

Naturalmente non mancano i problemi. Anzi, le difficoltà tecniche sono ancora enormi. Uno dei temi più delicati riguarda la trasmissione delle microonde attraverso l’atmosfera. Alcuni studiosi temono possibili effetti sulla ionosfera e interferenze con sistemi di comunicazione e GPS.

C’è poi il problema dello spazio sempre più affollato. Costruire enormi centrali solari orbitanti significherebbe aumentare il numero di strutture in orbita, con il rischio di collisioni e nuovi detriti spaziali.

Anche l’Europa sta osservando il progetto con grande interesse. L’ESA – Agenzia Spaziale Europea sta lavorando al programma SOLARIS, che punta a studiare la fattibilità di future centrali solari nello spazio per garantire energia pulita e maggiore sicurezza energetica.

Per adesso resta una tecnologia ancora lontana dalla vita quotidiana delle persone. Però l’idea di produrre energia nello spazio per alimentare città, ospedali e abitazioni sulla Terra non appare più impossibile come qualche anno fa.

E forse è proprio questo l’aspetto più sorprendente: ciò che fino a poco tempo fa sembrava fantascienza oggi sta lentamente entrando nei laboratori, nei progetti spaziali e nei piani energetici del futuro.

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