Origano in commercio non è più puro: l’UE mette in guardia

Un’indagine condotta su diverse spezie ha ampiamente dimostrato come l’origano tagliato non è più puro. I numeri parlano chiaro.

Foglie di origano essiccato
Foglie di origano essiccato (fonte Pixabay)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli amanti delle spezie avranno un bel problema da risolvere visti i dati resi noti dalla Commissione Europea. Un’indagine condotta nelle scorse settimane ha dimostrato come le spezie, ed in particolare l’origano, non siano più puri. I numeri sono a dir poco allarmanti e basti pensare che 1 caso su 2 analizzato è alterato.

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I risultati della ricerca sono stati resi noti dalla Commissione che ha inteso verificare l’autenticità delle erbe e spezie in commercio. Le analisi sono state condotte in 21 paesi dell’Unione Europea con il fondamentale ausilio dei centri di ricerca che hanno assunto il ruolo tecnico all’interno dello studio. Le indagini sono state portate avanti su circa 10mila casi, studiati e analizzati per comprendere il livello di autenticità delle erbe in commercio nei paesi dell’Unione. Tutte le spezie sono state accuratamente analizzate, dall’origano al pepe, dal cumino alla curcuma, fino alla paprika, peperoncino e lo zafferano. Oltre 1800 campioni sono stati presi in considerazioni ed i numeri pubblicati non sono rincuoranti.

Origano in commercio non è più puro: i risultati dell’UE

spezie da cucina
spezie da cucina (fonte Pixabay)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Essenziali nella cucina ma anche per altri usi, le spezie in commercio non risultano più essere autentiche al 100%. Dalle analisi condotte dall’Unione Europea, i risultati preoccupano e non poco. Ben il 17% delle erbe e spezie analizzate dallo studio sono risultate adulterate ed, in maniera particolare, la pianta di origano. Circa la metà dell’origano analizzato, è risultato infatti mescolato con foglie di olivo e la sua filiera è decisamente quella più a rischio. A seguire si trova il pepe, il cumino con il 14% di piante artefatte, la curcuma e zafferano con l’11%, mentre paprika e peperoncino alterati al 6%.

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Le manipolazioni sono state riscontrate in diverso modo ed in diverse fase della produzione. Tra quelle constatate con più frequenza, si trova la presenza di additivi o coloranti non approvati ad uso alimentare o la presenza di additivi o coloranti autorizzati ad uso alimentari ma non comunicati correttamente al consumatore. Altri tipi di manipolazioni vedono l’ omissioni delle componenti di valore e dunque comunicati erroneamente al consumatore oppure quantità tecniche diverse da quelle dichiarate. Si tratta dunque di una vera e propria frode alimentare, purtroppo sempre più frequente, e che richiede maggiore attenzione al cliente nell’acquisto e consumo di prodotti controllati.