Natale proibito, scopriamo dove non si può festeggiare

Natale è una festa che unisce tutti, anche se, non è del tutto così. In alcuni Stati festeggiare il Natale infatti è proibito, sono vietati ogni tipo di festeggiamenti. Scopriamo dove

Natale (Pixabay)
Natale (Pixabay)

Il Natale è la festa simbolo del cristianesimo e celebra la nascita di Gesù Cristo. Per la maggior parte delle persone è una festa di unione, di convivialità, un modo per stare insieme con parenti e amici più cari. I più piccoli aspettano trepidanti di poter scartare i regali la mattina del 25 dicembre. Eppure, il Natale non è uguale in tutto il mondo, ci sono tradizioni che in alcuni paesi sono maggiormente valorizzate e altre che si differenziano.

In Germania, ad esempio, è tradizione addobbare l’albero il 24 dicembre, mentre per i bambini il periodo dell’inizio dei festeggiamenti viene anticipato al 7 dicembre. In prossimità di questa data i bimbi, come da tradizione, lasciano le loro scarpe fuori dalla finestra e solo quelli più buoni troveranno al loro risveglio dei dolcetti all’interno.

Ma la realtà è che il Natale viene celebrato quasi in tutto il mondo.

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Vietati i festeggiamenti natalizi in alcuni Stati

Palla di Natale (Pixabay)
Palla di Natale (Pixabay)

In alcuni Stati il Natale non esiste per motivi di credenza religiosa, in altri è vietato del tutto, come in Corea del Nord. Il paese, sotto la dinastia di Kim Jong-un, vive imposizioni ferree; in questi giorni, infatti, il primo ministro ha ordinato il divieto di esplicite manifestazioni di felicità, con particolare riferimento alle risate e ai brindisi, vietati del tutto. Un’ordine arrivato dal primo ministro Kim per la commemorazione della morte del padre, avvenuta 10 anni fa.

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Con la repressione religiosa messa in atto dal 1948 dalla dinastia Kim, in Corea del Nord non tutti sanno dell’esistenza di Gesù, e di conseguenza, del Natale. Certamente con il passare degli anni in molti saranno venuti a conoscenza delle tradizioni natalizie tipiche del mondo occidentale, ma apertamente non è consentito prendere parte ai festeggiamenti natalizi. Si rischia la reclusione o anche sanzioni più decise.

In Cina festeggiare il Natale è una vera offesa alle tradizioni ancestrali, ovvero a tutti i loro antenati. In alcune città, come Langfang, sono severamente vietati negozi addetti alla vendita di articoli natalizi. Dal 2018 le autorità cinesi hanno imposto di non abbracciare la cultura e le tradizioni occidentali, ma, piuttosto di esaltare e promuovere la cultura interna del Paese. Coloro che andranno contro questa imposizione rischiano arresti e multe. Il divieto dei festeggiamenti natalizi è in vigore anche in Somalia, Brunei e Tagikistan.

Vietati i festeggiamenti per motivi religiosi

Il Brunei, nazione situata sull’isola del Borneo conosciuta per le sue bellissime spiagge, risulta essere un posto ostile ai Cristiani. Dal 2014 le autorità statali hanno esplicitamente imposto il divieto contro il Natale, le persone che nel territorio del Brunei abbracciano i festeggiamenti natalizi possono essere punite con un massimo di cinque anni di carcere.

Il Natale è vietato anche in Somalia per motivi religiosi, dal 2009 come religione di Stato è stata adottata la Sharia, la legge musulmana, e dal 2015 qualsiasi celebrazione al di fuori di essa è proibita nel Paese. in Tagikistan. Situato in Asia centrale ha una popolazione stimata di 8 milioni di abitanti la cui stragrande maggioranza dei quali di credo musulmano, motivo per il quale il divieto per i festeggiamenti natalizi.

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