La peste suina africana arriva in Italia. C’è apprensione tra gli allevatori

La peste suina africana arriva in Italia. Un caso è stato rilevato in Piemonte ed è subito allarme per gli allevatori italiani

allevatori di suini (pixabay)
allevatori di suini (pixabay)

La peste suina africana è una malattia che colpisce suini e cinghiali selvatici. Al momento non esistono cure e vaccini per questo tipo di patologia, estremamente contagiosa e letale per questo tipo di animali. La peste suina non è trasmissibile all’essere umano.

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Questa patologia animale è ufficialmente arrivata in Italia, con il ritrovamento di una carcassa di cinghiale che presentava, dalla prime rilevazioni tutte le caratteristiche della peste suina. Questo tipo di malattia è causata dal virus Asfaviridae, manifestandosi nell’animale sotto forma di febbre emorragica ad elevatissima mortalità.

La peste suina era stata devastante in Italia verso la fine degli anni sessanta

maiale vietnamita meishan
maiale vietnamita meishan (foto da Pixabay)

La peste suina africana è giunta anche in Italia, in quanto in provincia di Alessandria ad Ovada, hanno rinvenuto una carcassa di cinghiale riconducibile a questa patologia. Anche se non è trasmissibile all’uomo, le ripercussioni sulla nostra economia potrebbero diventare devastanti. Il diffondersi di questo tipo di epidemia potrebbe assestare un duro colpo al settore degli allevamenti.

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La peste suina africana ha sintomi molto simili a quella classica. Nei ceppi più aggressivi può provocare la morte dell’animale in meno di dieci giorni. Il contagio dei cinghiali e maiali sani avviene con un esemplare infetto, dall’ingestione di carni o prodotti già contaminati dal virus, oppure dal morso si zecche e parassiti infetti.

Il primo caso sospetto è stato analizzato dall’Istituto zooprofilattico sperimentale di tre diverse regioni; Piemonte, Val D’Aosta e Liguria. Le prime rivelazioni confermate successivamente dal Centro di referenza nazionale per le pesti suine (Cerep), hanno sancito la presenza del virus nella carcassa analizzata.

Il direttore del centro Vincenzo Caputo ha spiegato chiaramente di evitare allarmismi inutili sulle possibili ripercussioni in termini di salute umana. Questo virus non contagia l’essere umano, tuttavia ha un’elevata percentuale di mortalità su suini domestici ma soprattutto selvatici.

I segnali tipici della peste suina africana sono febbre, perdita di appetito, aborti spontanei, emorragie interne ed esterne, specie su orecchie e fianchi. Nei casi peggiori, quando il ceppo è aggressivo, la morte improvvisa. Questa patologia suina, come lascia presagire il nome, giunge dall’Africa, dove è ancora endemica. Tuttavia il caso rivenuto in Piemonte, è un ceppo di provenienza Nord europea, considerando che in Germania e in Belgio ci sono focolai accertati.

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In Italia non è la prima volta che approda questo tipo di virus. Già in Sardegna era stato rilevato un caso simile, ma un ceppo diverso da quello Piemontese. L’ultima epidemia di peste suina di vaste proporzioni arrivò in Italia verso la fine degli anni sessanta. Il virus in quel caso giunse fino a Fiumicino, provocando la decimazione di numerosi suini.