Uluru, quello che nasconde è agghiacciante. Scienziati senza parole

Lo conosciamo tutti anche se molti di noi non sanno il suo nome. Si chiama Uluru ed è il famoso monolite australiano dal colore rosso. Scopriamo insieme la sua storia.

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Uluru, il famoso monolite australiano dal colore rosso – Foto da Unsplash

Quella che vediamo qui sopra è una foto che probabilmente in molti conoscono. Nella foto è infatti presente il più famoso monumento simbolo dell’Australia, che spesso si studia tra i banchi di scuola, durante le lezioni di inglese o di geografia.

Non solo un grande monumento per l’Australia ma per tutta l’umanità. L’Uluru, anche detto Ayers Rock, è una delle più grandi formazioni rocciose presenti sulla Terra, entrando di diritto a far parte del Patrimonio dell’Unesco, sin da 1987.

Il nome Ayers Rock deriva dalla persona che ha scoperto questo grande monolite australiano nel 1873, il signor William Goss, che ha dato al monolite il nome dell’allora presidente dell’Australia del Sud, Sir. Haney Ayers.

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Il monolite è famoso per il suo colore rosso e per trovarsi al centro dell’outback australiano. Ha un’altezza di 370 m, ma sottoterra si sviluppa per circa 7 km. Il colore rosso deriva dalla roccia arenaria di cui è composto, stesso colore della terra rossa che ricopre tutto l’outback australiano. Uluru ha una circonferenza di 9.8 km e lungo tutta la sua circonferenza si possono trovare dipinti dei nativi australiani, oltre a piscine naturali e caverne.

Come si è formato Uluru? La storia del monumento australiano

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Uluru di notte sotto il cielo stellato – Foto da Unsplash

Ma come si sarà mai formato questo enorme monolite in mezzo all’outback australiano?

In realtà non si tratta propriamente di una formazione rocciosa in mezzo al nulla. L’Ayers Rock, infatti, fa parte di un monolite più grande e sotterraneo, tutto di roccia arenaria. Nello specifico Uluru è una depressione della crosta terrestre, che si è formata oltre 900 milioni di anni fa. 

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Col passare del tempo i sedimenti di arenaria si sono stratificati, in un lungo processo di ossidazione, sedimentazione ed erosione. La roccia arenaria ha il caratteristico colore rosso, ma durante le diverse ore del giorno questa può cambiare colore. A seconda dell’ora in cui si visita il monolite, e quindi a seconda delle diverse angolazioni in cui la luce lo colpisce, questa straordinaria formazione rocciosa può variare il suo colore, offrendo sfumature che vanno dal violetto fino al bronzo.

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Questi colori dipendono dalla presenza di alcuni minerali, tra cui i feldspati che permettono di far riflettere la luce rossa, oltre che dai diversi materiali ferrosi di cui è composto il monumento. Oggi Uluru è visitabile ma non scalabile, divieto emesso nel 2019 a causa dei numerosi turisti che stavano rovinando il monumento, lasciando sul luogo diversi rifiuti.