Drago blu di mare, NON TOCCARLO: è un animale velenosissimo, potrebbe farti molto male

Il nome comune è drago blu di mare, un animale marino davvero affascinante e dall’azzurro spettacolare: è velenoso, non deve essere toccato.

drago blu mare velenoso
Drago blu animale (foto dal profilo Instagram di paditv)

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Il nome scientifico è Glaucus Atlanticus, si tratta di un mollusco gasteropodo senza guscio che appartiene alla famiglia dei Glaucidae. Tutti lo conoscono con il nome comune di drago blu di mare, e non è difficile capire il perché. Questo animale è un vero spettacolo della natura, assomiglia a un piccolo drago marino dal colore azzurro sfavillante.

Nonostante la grande bellezza, questo animale non ha valore commerciale: non si può mangiare e non si può allevare perché è molto pericoloso. Si tratta di una specie velenosa che potrebbe essere nociva per l’uomo. Non si conoscono bene le sue caratteristiche e nemmeno il suo stile di vita, sappiamo solo che vive in mare aperto e che non si fa notare di frequente.

Il drago blu di mare, l’animale velenoso da non toccare

mollusco drago blu Glaucus
Drago blu mare (foto dal profilo Instagram di jen14jen)

Lungo pochi centimetri, circa 3/5 cm, il drago blu di mare presenta due colorazioni, delle strisce blu lucente alternate a striature grigie. Il corpo è piatto e affusolato, composto da sei appendici che sembrano dita. Possiede denti seghettati. Vive in mare aperto e popola gli oceani del pianeta, soprattutto nelle zone più calde, quindi nella fascia tropicale. Spesso, questi animali arrivano sulle coste.

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La caratteristica più curiosa di questo animale è che, da adulto, nuota alla rovescia, quindi con il ventre puntato verso l’alto. Come mai? Perché grazie alla pancia, il drago blu riesce a galleggiare riempiendo la sacca dello stomaco di aria. La parte blu è dunque il ventre, mentre il dorso, che è grigio, è sottosopra. Ma questa tecnica di nuoto è anche una forma di difesa, sia dagli attacchi dei pesci e sia dai raggi solari.

Il drago blu riesce a nuotare lentamente, ma non utilizza la coda. Tuttavia, preferisce lasciarsi trasportare dalla corrente marina. In caso di pericolo, questo mollusco svuota la sacca dello stomaco del suo ossigeno e sprofonda sui fondali. Dotato di particolari recettori olfattivi, il Glaucus si nutre di organismi viventi, come la caravella portoghese, la lumaca di mare o la barchetta di San Pietro, utilizzando i denti affilati.

Il veleno del drago blu di mare: cosa fare in caso di pericolo

Si attacca alla preda e si ciba voracemente. Il suo veleno è generato e potenziato proprio grazie alle prede di cui si ciba. In pratica, il drago blu, nutrendosi di altri animali urticanti, riesce ad assorbire le cellule urticanti e farle proprie, riuscendo a trasportarle nell’intestino senza digerirle. Le cellule velenose, infine, raggiungono le cerata, che sono trasparenti ma si colorano di blu proprio per il veleno che contengono.

Questa specie non ha predatori naturali e non è a rischio estinzione, inoltre è ermafrodita. Raccogliere questo animale può essere molto pericoloso, il drago blu morde e trasmette il veleno. Il morso provoca un dolore pungente che può anche portare allo svenimento. La pelle si infiamma e si ricopre di vesciche. Il malcapitato può provare anche nausea e vertigini, fino allo shock anafilattico.

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Il veleno del mollusco, proprio come quello delle caravelle portoghesi o delle meduse, è termolabile. Significa che le tossine si disattivano con le alte temperature. Il miglior rimedio, dunque, è quello di sciacquare la parte del corpo colpita dalla puntura con acqua calda di mare. Si può scaldare anche l’acqua, raggiungendo i 50°.