Gli abiti usati diventano una nuova collezione. Anche la moda punta alla sostenibilità

Una collezione sostenibile di abiti usati, il riciclo protagonista in passarella: vediamo insieme i dettagli della proposta innovativa 

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Sfilata di moda (foto di Pexels da Pixabay)

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Il riciclo di abiti usati sbarca in passarella e la moda si reinventa abbracciando la sostenibilità. La transizione energetica ed ecologica che sta investendo tutti i paesi ispira anche il settore della moda. Ecologia e sostenibilità sono le parole d’ordine e dettano il mood del momento storico che stiamo attraversando.

Il mondo cavalca l‘onda green e la moda si appropria del recupero e del riciclo e lo fa in modo spettacolare, sottolineando il valore intrinseco dei vestiti anche se usati. Nuova vita dunque a ciò che avevamo dismesso nell’ottica di riduzione di impatto ambientale e di sensibilizzazione alla campagna dell’anti spreco. Il contributo va nella direzione della circolarità del settore dell’abbigliamento.

Moda: la collezione riciclo di abiti usati

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Abiti di seconda mano (foto di El Sun da Pixabay)

L’usato è bello e il suo recupero genera pratiche sostenibili. Il must alla base dell’idea green dei due stilisti svedesi di Rave Rewiew in collaborazione con Electrolux è il riciclo. La lunga vita degli abiti guadagna spazio e inventiva. Da qui nasce la collezione di moda limited edition realizzata con abiti di scarto ma recuperati nel deserto di Atacama in Sudamerica, vero e proprio deposito a cielo aperto degli indumenti usati.

Protagonisti gli abiti dismessi che compongono questa originale e filosofica collezione di ispirazione per i consumatori più attenti. Lo scopo cambiare prospettiva e sguardo verso il proprio guardaroba, esaltando il difetto reso interessante e perché no divertente. Le imperfezioni sono la chiave dell’anima dei tessuti che acquistano carattere e personalità.

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Obbiettivo dichiarato da Electrolux far durare gli abiti più a lungo e così dimezzare l’impatto ambientale entro il 2030. Naturalmente lo studio di tecnologie innovative per il lavaggio sono un’altra iniziativa del Gruppo. Allungare la vita dei tessuti ponendo la cura necessaria nel lavarli, riducendo la quantità di acqua utilizzata e di energia sfruttata.

Questo potrebbe concretizzare la riduzione del 30% della produzione di rifiuti, delle emissioni di Co2 e l’impronta idrica. La sostenibilità dunque può iniziare dentro i nostri armadi con scelte più consapevoli e green. Ci crede Electrolux e ci credono le stiliste Josephine Bergqvist e Livia Schuck.

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Parola d’ordine recupero e riciclo dunque, ma anche riparare e arieggiare i capi donando loro una nuova vita possibilmente in modo sostenibile sia per il lavaggio che per lo stiro. La rottura degli schemi aiuta sempre nelle rivoluzioni culturali e questa potrebbe configurarsi tale. Basta crederci e guardare con altri occhi dentro l’armadio.